sabato, 03 maggio 2008
Poesia della settimanaUna poesia senza titolo di Massimo Gezzi tratta da 'Il mare a destra' (Associazione Culturale Atelier, 2004), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge 'Il miracolo e' che il cielo ...'
di Massimo Gezzi




«Il miracolo è che il cielo
non scivola di un dito, che il mare
non trabocca nella conca
su cui pende – questi colori,
che in un piano segreto della mente
sono cose, legano il nostro corso
a uno stupore che continua:
perciò dovete accorgervi
che è tardi, che c’è da condividere
il pane del linguaggio, la forza,
la fatica – stiamo nel minimo
tempo di un’eclisse: bisogna
partire una volta per sempre».

[da 'Il mare a destra', Associazione Culturale Atelier, 2004]

Massimo Gezzi

Massimo Gezzi è nato a Sant'Elpidio a Mare nel 1976. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filologia Moderna presso l'Università di Pavia ed è assistente di letteratura italiana presso l'Università di Berna (Svizzera). Come studioso si è occupato soprattutto di Bartolo Cattafi (cui ha dedicato la tesi di laurea, vincitrice del Premio Montale 2002) e le forme del diario nella poesia contemporanea. Collabora a diverse riviste letterarie, tra le quali «Atelier», «Poesia», «Ore piccole». Come poeta ha pubblicato Il mare a destra (Edizioni Atelier 2004) e L'attimo dopo (silloge inclusa nel Nono quaderno italiano, a cura di F. Buffoni, Marcos y Marcos 2007, con introduzione di Guido Mazzoni). È tradotto in inglese (da Damiano Abeni, Moira Egan e Dave King), in spagnolo (da Emilio Coco) e in albanese. Traduce saggi e romanzi dall'inglese per diverse case editrici. Nel 2006-2007 è stato l'Italian Fellow for the Arts dell'American Academy in Rome. Nel 2007 ha organizzato la prima edizione della rassegna estiva di poesia Feria d'agosto.

Il blog di Massimo Gezzi
Le poesie di Massimo Gezzi su Fahrenheit

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lunedì, 31 marzo 2008
Poesia della settimanaFine di una storia di Gemma Gaetani tratta dal mensile internazionale di cultura poetica 'Poesia' (n. 197, settembre 2005, Crocetti Editore), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Fine di una storia -
di Gemma Gaetani

Fine di una storia

Si staccano i telefoni e i legami,
ognuno in sé ritrova la sua forma.
La preferenza libera ritorna,
i patti e i compromessi ormai lontani.

Le strade ridiventano oggettive
luoghi comuni tornano assoluti.
Col tempo le strutture anacoluti,
retrocedono fin dentro le stive

le impalcature dell'eternità,
si piegano da sole, si ripongono
tesi e antitesi in sintesi dispongono

la propria inappellata Verità:
gli amori come i morti non ritornano.
Gli amori come i morti non ritornano.

[da Poesia n. 197, settembre 2005, Crocetti Editore]

Gemma Gaetani

Gemma GaetaniGemma Gaetani è nata a Roma il 30 ottobre del 1972. Dal 1999 vive e lavora a Milano. È laureata in Storia della critica letteraria all'Università La Sapienza di Roma. Ha pubblicato poesie su "Accattone" e sul blog "Nazione Indiana". Nel 2005 ha pubblicato presso Fazi Editore, collana Lain, il romanzo in versi Colazione al Fiorucci store (Milano). Il sito web   e il blog dell'autrice.

Colazione al Fiorucci store (Milano) di Gaetani GemmaTitolo: Colazione al Fiorucci store (Milano)
Autore: Gaetani Gemma
Editore: Fazi  (collana Lain)
Data di Pubblicazione: 2005
ISBN: 9788876250132
Dettagli: p. 281
Prezzo: € 15.00

Contenuto - "Colazione da Tiffany" è uno dei film preferiti di Gemma Gaetani. Che ha provato a riscrivere la storia, facendola partire dal punto esatto in cui finisce il film e ambientandola nei giorni nostri, in Italia. New York è diventata Milano. Tiffany il Fiorucci store. Poi Gemma ha pensato a un montaggio non diacronico. Ha mischiato le carte. Ci ha messo dentro se stessa, la poesia, l'amore, la musica, il dolore, l'erotismo, la paura e la gioia pura. Al ritmo di Fernando Pessoa, Andrea Pazienza, Milo De Angelis, Lou Reed, gli Eiffel 65 e i Depeche Mode. Ed è nato questo romanzo in versi con lieto fine.

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sabato, 22 marzo 2008
Audio poesia della settimanaUna poesia senza titolo di Giuliano Mesa tratta da 'nazioneindiana.com', per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Il sogno è quello del cerbiatto ... -
di Giuliano Mesa


IV

Il sogno è quello del cerbiatto,
quello che bruca, gli occhi sorridenti.
Però ha il ventre troppo gonfio
e da uno zoccolo esce un liquido scuro,
a fiotti. Dietro di lui
un uomo grande, incappucciato,
e un altro, mingherlino,
che si gratta le ascelle.
Il sole, alto nel cielo –
il cielo è azzurro –
all’improvviso non c’è più.
Dai rami cadono fiocchi di neve,
dolci, zuccherati.
Il cerbiatto si sdraia su un fianco,
apre la bocca
e mangia la neve che cade.
I due uomini hanno scavato una tana.
Il mingherlino raccoglie rami
secchi.

Quello grande rattoppa una camicia.
Poi è buio nero. Squittiscono dei
topi.

[da 'Da recitare nei giorni di festa', La camera verde, 1996]

Giuliano Mesa

Giuliano Mesa è nato a Salvaterra (Reggio Emilia) nel 1957. Di poesia ha pubblicato Schedario (Geiger 1978), I loro scritti (Quasar 1992), Improvviso e dopo (Anterem 1997), Quattro quaderni (Zona 2000). Con il compositore Agostino Di Scipio ha realizzato l'opera di poesia e musica elettronica Tiresia. Oracoli, Riflessi (prima esecuzione 12 dicembre 2001). E' tra i redattori di Ákusma. Forme della poesia contemporanea (Metauro 2000).

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sabato, 15 marzo 2008
Matteo FantuzziUna poesia senza titolo di Matteo Fantuzzi tratta da 'Corale' (Le Voci della Luna, 2007), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Sapevo che saresti stata in tutto ... -
di Matteo Fantuzzi


Sapevo che saresti stata in tutto dopo la partenza,
nei vestiti ancora nell' armadio, nelle foto assieme
sorridenti. Mi volto ancora a notte fonda
          e cerco di abbracciarti
senza trovare il corpo che conosco:
pensavo fosti in sala i primi giorni, con i gatti,
ad accudirci. E ancora ti respiro
e attendo in camera da letto che accenni due parole,
togli la vestaglia, rimani nuda, scendi, mostri la schiena
i glutei, lotti con la barba del mattino

con la mia accidia (come un guanto).

[da 'Corale', Le Voci della Luna, 2007]

Matteo Fantuzzi

Matteo FantuzziMatteo Fantuzzi è nato nel 1979 e risiede a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna. È redattore della rivista Atelier, collabora con la rivista Le Voci della Luna e con l'Almanacco di Poesia edito da Castelvecchi. Pubblicato in molte riviste tra cui Nuovi Argomenti, Yaleltalian Poetry, Specchio, Gradiva, Atelier. Ha creato il sito UniversoPoesia, suoi versi sono presenti in varie antologie ed hanno raggiunto in questi anni Francia, Germania, Slovenia, Belgio, Stati Uniti, Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Venezuela ed Islanda.

Il primo canale della radio nazionale slovena gli ha dedicato una serata di trasmissioni con la lettura di un'ampia selezione di testi. Ha diretto in questi anni una serie di festival ed eventi dedicati alla poesia contemporanea tra i quali per 3 edizioni "Degustare Locale" da cui è scaturito il libro celebrativo La linea del Sillaro sulla poesia dell'Emilia Romagna edito per le edizioni Campanotto.

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lunedì, 10 marzo 2008
Aldo ForbiceUna lucida follia di Aldo Forbice tratta da 'Baci ardenti di vita' (Lietocollelibri, 2001), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia team.


Enrico Besso legge - Una lucida follia -
di Aldo Forbice


Una lucida follia

Ogni giorno con le ansa, con le e-mail,
con le grida strozzate
- da angosce, emozioni, vuoti di parole -
arrivano le notizie.

Sì, arrivano comunque, quelle notizie tetre,
di morte, sangue, agonie, dolore immenso, singhiozzi ...
di boia in azione.
E, insieme ai pianti, la gioia,
quella biblica, ancestrale, della vendetta,
che sembra far acquietare il dolore
con un altro dolore, forse ancora più grande.

Una morte che accompagna un'altra morte,
dà nuovi impulsi ai sopravvissuti.
O almeno così appare.

Quello stillicidio di veleni, scosse elettriche,
di corpi deformati, estinti, esangui
ottenebra, amplifica ogni immagine, ogni illusione
facendo rivivere anche le più segrete speranze.
E allora mi chiedo, vi chiedo, una lucida follia
che faccia rinascere un mondo perduto
dove nessuno osi uccidere una formica,
calpestare una libellula, strattonare una farfalla,
strappare le ali a una coccinella.
Figuriamoci pensare di torturare
e togliere la vita a un uomo,
anche se fosse più perfido del più perfido dei Caini.

Una lucida follia che inseguo ogni giorno.
Sempre di più.

[da 'Baci ardenti di vita', Lietocollelibri, 2001]

Aldo Forbice

Aldo ForbiceAldo Forbice, vicedirettore del Giornale Radio Rai e conduttore del notissimo programma radiofonico Zapping da dieci anni, ha lavorato per vent’anni in televisione, come autore e curatore di rubriche. È stato per sei anni capodirettore del Tg1 e autore di numerosi reportage e programmi per RaiDue. È autore di una trentina di saggi di politica, storia e diritti umani. Ha ricevuto più di una sessantina di riconoscimenti, italiani e stranieri, e con Zapping si occupa da anni di iniziative per la tutela dei diritti umani.

Aldo Forbice è anche poeta ed ha pubblicato diverse raccolte, sue liriche si trovano in antologie, agende e calendari.

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lunedì, 03 marzo 2008
Poesia della settimanaLa tempesta di Massimo Gezzi, tratta da 'Nono quaderno italiano di poesia contemporanea' (a cura di Franco Buffoni, Marcos y Marcos, 2007), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - La tempesta -
di Massimo Gezzi


La tempesta

È solo una tempesta semiestiva:
lo schianto è del tuono,
la ressa che sembra di gambe
atterrite è della grandine fiondata
sul terrazzo dal vento – le sirene,
lontane o più vicine, sono i vigili
del fuoco, che sgombrano una strada
da un tronco o tamponano lo sbocco
di liquami di una fogna – non ci credi?,
prova ad allungare la mano
tra gli scuri, lo vedi, non è sangue
che viene giù dal cielo, è acqua fresca,
e non è il silenzio del terrore
che ascoltiamo: è quello della gente
protetta dal suo covo e che forse,
come te, sta cercando un abbraccio – è solo
la tempesta di una notte occidentale:
possiamo addormentarci dimentichi
di tutto, sognare il mare aperto
dalla sponda del letto.

[da 'Nono quaderno italiano di poesia contemporanea', a cura di Franco Buffoni, Marcos y Marcos, 2007]

Massimo Gezzi

Massimo Gezzi è nato a Sant'Elpidio a Mare nel 1976. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filologia Moderna presso l'Università di Pavia ed è assistente di letteratura italiana presso l'Università di Berna (Svizzera). Come studioso si è occupato soprattutto di Bartolo Cattafi (cui ha dedicato la tesi di laurea, vincitrice del Premio Montale 2002) e le forme del diario nella poesia contemporanea.

Collabora a diverse riviste letterarie, tra le quali «Atelier», «Poesia», «Ore piccole». Come poeta ha pubblicato Il mare a destra (Edizioni Atelier 2004) e L'attimo dopo (silloge inclusa nel Nono quaderno italiano, a cura di F. Buffoni, Marcos y Marcos 2007, con introduzione di Guido Mazzoni).

È tradotto in inglese (da Damiano Abeni, Moira Egan e Dave King), in spagnolo (da Emilio Coco) e in albanese. Traduce saggi e romanzi dall'inglese per diverse case editrici. Nel 2006-2007 è stato l'Italian Fellow for the Arts dell'American Academy in Rome. Nel 2007 ha organizzato la prima edizione della rassegna estiva di poesia Feria d'agosto.

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lunedì, 25 febbraio 2008
Matteo PellitiTravel trash di Matteo Pelliti, tratta da orientexpress.na.it, per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Travel trash -
di Matteo Pelliti


Versi ciclabili di Matteo Pelliti Travel trash

I resti dei tuoi pasti
e degli appunti stracci,
un coccio, treccia, muffa,
la contromarca usata sfatta,
la buccia del consumo,
tutto spedito, nottetempo,
in pacco anonimo notturno
come pecunia olente
alle lucenti discariche nordiche
- certificate EMAS -
m'inteneriscono un poco,
come se ci affratellassimo
soltanto e ormai nell'emergenze
commissariabili
- l'eccezione è la regola -

Chissà se adesso
la lisca che lasciasti
in quella cena lieta a Piedigrotta
riposi lieve a Peccioli,
terra di conversioni
dal gramo al grano,
(rumenta, ma nutre)
oppure attenda sepoltura
là dove fu pescata.

Matteo Pelliti

Matteo Pelliti (Sarzana, 1972), si è laureato in filosofia del linguaggio all'Università di Pisa, specializzandosi poi in Comunicazione Pubblica e Politica. Vive e lavora a Pisa dove si occupa di comunicazione e formazione per gli Enti Locali. Ha pubblicato racconti nelle antologie “Ultima spiaggia” (ETS, 2004) e “Caffè ristoro” (ETS, 2006); ha collaborato con riviste on line e blog dal 2003, soprattutto nel campo dei giochi linguistici. Il suo blog, da dicembre 2006, si trova all'indirizzo www.coltisbagli.it

Nel 2007 ha pubblicato per Orientexpress Edizioni, 'Versi ciclabili' (vedi il blog)

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categoria:poesie in vetrina 2008
domenica, 10 febbraio 2008
Silvio RamatE se i libri da lontano di Silvio Ramat, tratta da 'Per more' (Crocetti Editore, 2000), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - E se i libri da lontano -
di Silvio Ramat


E se i libri da lontano

Sarete stanco, signor passeggero.
La notte è andata, e voi qui sul mio carro
tutta una tirata sotto le stelle.
Fa freddo? Queste che il rosa addolcisce
sono le mura di Recanati.
E queste le chiavi della città.
Entrate da solo, sarà affar vostro
orientarvi – il dedalo non è
nelle vie dove non si sente un grido
ma semmai nel cuore di chi sapete.
Il poco sole forse gioverà.
Penso che un paio d'ore basteranno
a farvi capire se questo viaggio
era opportuno o inutile. Se i libri
da lontano dicevano già tutto.
Io intanto lego il carro a questi lecci
su cui insiste la luna (o cara luna…).
Siate calmo. Io v'aspetto. Mi direte.

[da 'Per more', Crocetti, 2000]

Silvio Ramat

Silvio Ramat è nato a Firenze nel 1939. Dal 1976 è titolare della cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Padova. La sua attività di critico, avviatasi nel 1965 con una monografia su Montale (Vallecchi), è proseguita studiando alcune delle principali correnti e figure della poesia del XX secolo (L'ermetismo, La Nuova Italia 1969), fino a tentarne una ricognizione sistematica (Storia della poesia italiana del Novecento, Mursia 1976), a partire dalle sue origini (Protonovecento, Il Saggiatore 1978).

Dalla ribadita fedeltà ad autori fra i massimi (L'acacia ferita e altri saggi su Montale, Marsilio 1986), la sua attenzione si è ultimamente concentrata sopra una serie di microcosmi testuali (I sogni di Costantino, Mursia 1988; Particolari, Mursia 1992). Il risultato più cospicuo del suo lavoro degli anni recenti è La poesia italiana 1903-1943. Quarantuno titoli esemplari (Marsilio 1997). Ramat è in particolare un apprezzato poeta. In quest'ultima veste ha esordito nel 1959 con "Le feste di una città. Quartiere".

La pagina di
Silvio Ramat su Poetilandia.it

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categoria:poesie in vetrina 2008
sabato, 02 febbraio 2008
Poesia della settimanaUna poesia tratta da 'Acque', silloge poetica di Daniela Palmas, per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Dal mare so che bisogna ... -
di Daniela Palmas


Acque

XI

Dal mare so che bisogna
incunearsi in ogni roccia
e spruzzare tutti gli azzurri
su scogli e sabbie
dal mare so che bisogna
entrare in ogni anfratto
costi quello che costi
tanto sempre si deve pagare
...
Tra vent’anni
tu mi dirai qualcosa
quando saremo troppo vecchi
per avere paura
frattanto lucido
la tua onestà
ne assecondo la purezza

Daniela Palmas

Daniela Palmas è nata a Milano nel 1949 da genitori cesenati, anche se il cognome denota origini sarde. Ha trascorso la sua infanzia a Roma e da alcuni decenni vive e lavora a Cesena. Dopo un lungo periodo dedicato alla scuola quale insegnate di lingua francese presso le scuole superiori, ora svolge altra attività, sempre nell'ambito dell'impiego statale.

Su Poetilandia.it l'articolo a firma Davide Argnani su Daniela Palmas.

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lunedì, 28 gennaio 2008
Poesia della settimanaLa madre di Blumy, tratta da Poetilandia.it, per la voce di Adriana Novello, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Adriana Novello legge - La madre -
di Blumy


La madre

    (La noia, l'attesa, la speranza)

La madre era l'attesa imprescindibile,
la gola fiorita di ginestre, l’insenatura calda;
era l’approdo certo.

La speranza scintillava inavvertita
tra le sue braccia.

La madre era musica alta, era la culla
che nutriva il sogno.

Improvvisa, la madre , si frantumò
contro pareti altissime
lasciò dietro di sé pozzi di solitudine
attese senza attesa, noia,
musica che, come in un disco
di vinile che s'inceppa,
ripete ancora e ancora
la stessa nota, all'infinito.

Blumy

L'autrice che si presenta con l'esclusivo pseudonimo di blumy, è presente in rete con le Sue poesie e i Suoi racconti da diversi anni. Su Poetilandia è possibile leggere numerosi testi poetici dell'autrice in questa pagina a Lei dedicata. Nominata autrice del mese di settembre 2005 sul sito di Poetilandia.it

- Ho sempre grosse difficoltà a parlare di me. Ogni volta che mi si chiede di tracciare una mia autobiografia , sono afferrata dal panico, perchè non so che cosa dire di me. Perchè credo che parlino per me le mie poesie. Perché sono talmente gelosa delle mie povertà, quanto lo sono delle mie ricchezze. Ho baratri profondissimi che niente e nessuno potrà mai colmare. Ma ci sono strane fioriture , sui terreni più scoscesi, che hanno radici fortissime e, a volte, vi piove la luce. P.S. - sono presente su tre antologie di Kimerik. blumy -

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