sabato, 29 dicembre 2007
Poesia della settimanaMia madre di Bianca Tarozzi, tratta da 'Prima e dopo' (Milano, Quaderni di Via Dogana, Libreria delle donne, 2000), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Mia madre -
di Bianca Tarozzi


Mia madre

Mia madre era lontana col pensiero:
non era mai dov'ero. Ritornava
a un altro tempo, nella vecchia casa
dalle finestre in alto, fiorentina.
Lì da bambina
guardava il cielo — se lo ricordava
cilestrino, leggero. Quel colore
pastello era rimasto nel suo cuore
insieme a un'altra immagine di allora
— la sua — nella réclame della Nestlé.
L'anno era forse il Novecento e tre.
Un montaggio: lei stessa singhiozzava
senza la cioccolata che quell'altra —
la bimba fortunata —
mangiava impiastricciandosi la faccia.

Réclame del malaugurio! E certo lei
senza piangere più, pure ebbe in sorte
d'essere sempre dove non voleva,
di non avere quello che cercava
eccetto il cielo dipinto nella mente,
cilestrino, leggero, il cielo sempre.

[da 'Prima e dopo', Quaderni di Via Dogana, Libreria delle donne, 2000]

Bianca Tarozzi

Il teatro vivente. Poesie e racconti in versi 1985-2007 Bianca Tarozzi è nata a Bologna e insegna Lingue e Letterature Angloamericane all'Università di Verona. È autrice dei seguenti volumi di poesia: Nessuno vince il leone, Arsenale Editrice, Venezia, 1988; La Buranella, Marsilio, Venezia, 1996; Anch'io vissi in Arcadia. (Storie molto brevi), Supernova, Venezia, 1996; Smemorata, Flussi, Valmadrera, 1998; Prima e dopo, Quaderni di Via Dogana, 2000.

È inoltre autrice di libri per l'infanzia per la Mondadori (collana "I Sassolini"), presso la quale sono usciti Storie di Matilde (2001), Il principe e la rosa (2002), Il mondo di Ivo (2004), e di volumi e saggi critici. Ha tradotto numerosi poeti : Emily Dickinson, Elisabeth Bishop, James Merrill, Richard Wilbur, Alfred Edward Housman, Robert Lowell.
Sue poesie sono state tradotte in tedesco, inglese, francese, turco (una traduzione in turco del volume Nessuno vince il leone è uscita nel 1996).

Di lei hanno scritto, tra gli altri, Giovanni Raboni, Giulia Niccolai, Alfonso Berardinelli, Silvana Tamiozzo, Stefano Crespi, Giorgio Manacorda, Elio Pecora, Franco Marcoaldi.
Ha scritto numerosi volumi di critica; ha curato la parte relativa alla poesia della Storia della letteratura americana, Sansoni, Firenze (nuova ed. Rizzoli, Milano 1994 e 2001) .

Ha curato la prima traduzione italiana di A Shropshire Lad, di A. E. Housman (Un ragazzo dello Shropshire e altre poesie, a cura di B. Tarozzi, Le Lettere, Firenze 2005).
Nel 1997 ha vinto il Premio Unione Lettori Italiani e la Residenza premio al Centro Studi della Fondazione Rockfeller a Bellagio.

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categoria:poesie in vetrina 2007
sabato, 22 dicembre 2007
Antonella AneddaParla l'abbandono di Antonella Anedda, tratta da 'Dal balcone del corpo' (Mondadori, Lo Specchio, 2007), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Parla l'abbandono - di Antonella Anedda
(Tutte le audio poesie sono liberamente scaricabili dal Poetilandia Poetry Podcast)


Parla l'abbandono

Quanto profonda scorre la vena dell’abbandono?
Ci sono giorni in cui vaga con il cappotto sul pigiama.
L’infelicità è scandalosa.
È così colpevole che non può avere commerci con il corpo.
Lo guarda con distacco. Si avvolge nel cappotto
e dorme come un feto. Il freddo è benvenuto.

Il corpo è solo un tetto.
Non esistono nomi, né desiderio, né sesso.
“Come lumache” bisbiglia.
Il bavero di pelo copre occhi e orecchie.
Addormentandosi la sua testa fende l’aria
naviga in sogno lungo i cornicioni di pietra.

[da 'Dal balcone del corpo', Mondadori, Lo Specchio, 2007]

Antonella Anedda

Antonella Anedda, nata a Roma, lavora presso l'Università di Siena-Arezzo, dove si occupa di mediazione linguistica. Ha pubblicato le raccolte di poesie Residenze invernali (1992), Notti di pace occidentale (1999) e Il catalogo della gioia (2003); i saggi Cosa sono gli anni (1997), La luce delle cose (2000) e il libro di traduzioni Nomi distanti (1998). Di Philippe Jaccottet ha curato il volume La parola Russia (2004).

Ultime pubblicazioni dell'autrice:

1. Dal balcone del corpo Dal balcone del corpo
di Anedda Antonella - Mondadori - 2007
Prezzo: € 10.00
L'io che si esprime in questo nuovo libro di Antonella Anedda è un io che si frantuma in schegge, che appare colmo di immagini e di risposte diverse, o si presenta come la scena di un teatro percorsa da volti e personaggi che si intrecciano nelle misteriose casualità dell'esistenza. Ed è come invaso da un inseguirsi o da un incalzare di voci diverse, di voci complementari o che si contraddicono, e che danno dunque vita a una sorta di apertissimo io plurale, scomposto come nella pittura cubista. Ne viene una poesia in cui domina il senso di complessità del mondo e di ogni singola esistenza, comunque segnata dal motivo ricorrente del dolore, dal "nitore delle colpe", dallo sminuzzarsi dell'amore in mille, minimali tracce mnestiche, ma anche dal persistente, quotidiano coraggio di "uscire dal sonno/dal caldo dei letti per marciare nel mondo". L'autrice pare toccare il suo vertice espressivo e il suo momento di maggiore intensità, caratterizzandosi per una meditazione lirica che si realizza sempre in situazioni, in movimenti narrativi, nel dettaglio di figure immerse in un destino. Una poesia animata da un pensiero sotterraneo e da un'ampiezza di respiro capace di dar corpo e di vedere dal corpo, come da uno spazio comune, un insieme di sfaccettature, di implicazioni interne e di emozioni che invitano il lettore a un cimento sempre rinnovato. Il tutto con strutture formali libere e con un registro linguistico che restituisce alla poesia le cadenze della nostra migliore tradizione.

2. Il catalogo della gioia Il catalogo della gioia
di Anedda Antonella - Donzelli - 2003
Prezzo: € 11.00


3. Tre stazioni Tre stazioni
di Anedda Antonella - LietoColle - 2003
Prezzo: € 10.00


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sabato, 15 dicembre 2007
Giorgio OrelliAssenza di Giorgio Orelli, tratta da - Ne' bianco ne' viola - (Collana di Lugano, 1944), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Assenza -
di Giorgio Orelli


Assenza

Nulla scoprire. Amare il primo verde
di robinia. Non cercare se il fiume
più oltre si fa schiuma, né se nuova
avidità le pecore sospinge
a branchi sulle balze.

Essere il vecchio che socchiude gli occhi
poggiato al suo rastrello, o la lenta
salamandra che mena per i ciottoli
la sua inusata allegrezza di polvere.

[da 'Né bianco né viola', Collana di Lugano, 1944]

Giorgio Orelli

Giorgio Orelli, nato ad Airolo (Canton Ticino) nel 1921, è uno dei grandi poeti della quarta generazione. La carriera di Orelli poeta cominciò nel 1944, con la pubblicazione di Né bianco né viola (versi del 1939-1943) nella “Collana di Lugano”, la stessa che l’anno precedente aveva ospitato Finisterre di Montale e che di lì a poco avrebbe accolto le Ultime cose di Saba.

Né bianco né viola fu patrocinato da Gianfranco Contini, che vi premise una epistola in versi. Insieme con Contini, maestro di Orelli all’università di Friburgo, chi più favorì la conoscenza del ticinese Orelli in Italia fu Luciano Anceschi, che ne incluse alcune poesie nella sua celebre Linea lombarda (1952) ...

La pagina di Giorgio Orelli su Poetilandia.it

 
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domenica, 09 dicembre 2007
Daria MenicantiBanchetto di Daria Menicanti, tratta da 'Poesia' (n. 200 dicembre 2005, Crocetti Editore), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Banchetto -
di Daria Menicanti


Banchetto

Siamo qui tutti a celebrare. Al brindisi
gran vocìo e strepito di sedie.
In mezzo a noi sta l'ospite straniero
muto oscuro come un'allegoria.

Ma quando ce ne andremo
non verrà via da solo. È risaputo:
di ogni festa accade che alla fine
si accompagni a qualcuno di noi.

Grazie allora per quelli che qui lascia
grazie forse anche per l'uno che si porta.

[da 'Poesia', n. 200 dicembre 2005, Crocetti Editore]

Daria Menicanti

Nata a Piacenza nel 1914, Daria Menicanti, si e' spenta a Roma nel 1995. Ha pubblicato nel 1964 'Citta' come', nel 1969 'Un nero d'ombra', nel 1978 'Poesie per un passante'. Tra le ultime opere si ricordano 'Ferragosto' (1986) e 'Ultimo quarto' (1990). Numerose le traduzioni (da Nizan, S. Plath, ecc.).


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domenica, 02 dicembre 2007
Umberto PiersantiLa fata di Umberto Piersanti, tratta da 'Nel tempo che precede' (Einaudi, 2002), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - La fata -
di Umberto Piersanti


la fata

nessuno deve entrare dentro
il bosco che la vitalba chiude
e cinge intorno,
ma lui lascia le pecore
e s'inoltra, spezza i fili
coi denti, li butta in aria,
pesta rami e grovigli,
niente lo ferma

dopo gli animali nei rami, sottoterra,
cessano di frinire, vede il prato,
l'erbe azzurrate e intatte, silenziose,
s'aprono i bei lecci, fanno corona
al grande ceppo della rosa bianca

esca la fata fuori dalla corteccia
Silvia l'incantatrice lì dimora,
i suoi capelli splendono,
la pelle,
le lunge gambe nude da quei rami

un grande rischio corre
chi la vede,
la seguiranno in molti,
senza tornare

- pastore, io t'ho scelto,
sei fortunato, alla tua vita
dono un giorno colmo.
Dopo… dopo che importa?
solo chi non ha colto la rosa
non s'è punto -

e la fata prese lui per mano
si stese dentro l'erba,
lo tirò dentro

si risvegliò nel fosso,
le sue pecore attorno
col muso giù a brucare,
solo che era inquieto,
senza sapere

[da 'Nel tempo che precede', Einaudi, 2002]

Umberto Piersanti

Umberto PiersantiUmberto Piersanti è nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura. Le sue raccolte poetiche sono La breve stagione (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), Il tempo differente (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), L'urlo della mente (Vallecchi, Firenze, 1977), Nascere nel  '40 (Shakespeare and Company, Milano, 1981), Passaggio di sequenza (Cappelli, Bologna, 1986), I luoghi persi (Einaudi, Torino, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, Torino, 2002). Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l'antologia Per tempi e luoghi curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo.

Umberto Piersanti è anche autore di tre romanzi, L'uomo delle Cesane (Camunia, Milano, 1994), L'estate dell'altro millennio (Marsilio, Venezia, 2001) e Olimpo (Avagliano, 2006), di due opere di critica - L'ambigua presenza (Bulzoni, Roma, 1980) e Sul limite d'ombra (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l'antologia di poesia italiana del secondo novecento Il pensiero, il corpo (Quaderni di Stilb, Roma, 1986).

Ha realizzato un lungometraggio, L'età breve (1969-70), tre film-poemi (Sulle Cesane, 1982, Un'altra estate, Ritorno d'autunno, 1988), e quattro "rappresentazioni visive" su altrettanti poeti per la televisione.  Le sue poesie sono apparse sulle principali riviste italiane e straniere come "Nuovi Argomenti", "Paragone", "il verri", "Poesia", "Poetry" etc. In Spagna, nel 1989, presso l'editore Los Libros de la Frontera, collana El Bardo, è uscita l'antologia poetica El tiempo diferente (testo italiano a fronte, traduzione di Carlo Frabetti).

Un'altra antologia tradotta da Emanuel di Pasquale è stata pubblicata negli Stati Uniti con il titolo Selected Poems 1967-1994 (Gradiva Publications - Stony Brook, New York, 2002). E' presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l'Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici L'età breve, Nel dopostoria e Sulle Cesane insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume Cinema e poesia (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi. Attualmente dirige la rivista Pelagos. [dal sito di
Umberto Piersanti: www.umbertopiersanti.it]


Alcuni libri di Umberto Piersanti

1. Olimpo Olimpo
di Piersanti Umberto - Avagliano - 2006
Prezzo: € 12.50
Due storie si incontrano e si fondono in questo romanzo: una storia d'amore, breve, tenera, contrastata, e la ricerca invece di un assoluto proiettato in un tempo mitico. Questo libro coniuga tempi e luoghi distanti, fra il Montefeltro e la montagna degli dèi, l'oggi e una remota antichità. Senza nulla concedere al gusto facile e oggi pervasivo della new age, Umberto Piersanti esalta le risorse dell'immaginazione richiamando un'epica che entra con naturalezza in una storia di sentimenti ed emozioni quotidiane.

2. Nel tempo che precede Nel tempo che precede
di Piersanti Umberto - Einaudi - 2002
Prezzo: € 14.00
La civiltà senza tempo di una terra insieme concretissima e mitica è la costante che attraversa l'opera di Piersanti. Anche in questa nuova raccolta la campagna marchigiana fa da sfondo a storie figlie di un'oralità contadina che mescola reale e fantastico. Un mondo evocato nella precisione di elementi ricorrenti, percorso in tutte le sue diverse morrfologie e recepito in tutti i suoi umori.

3. L'estate dell'altro millennio L'estate dell'altro millennio
di Piersanti Umberto - Marsilio - 2001
Prezzo: € 18.08
8 settembre 1943: l'Italia è sconvolta dalla guerra civile. Nei ricordi di Marco l'estate del '39, quella delle passeggiate e dei sogni, è ormai irrimediabilmente persa: la guerra l'ha relegata in un tempo remoto. A Urbino, nel 1939, Marco è uno studente di lettere, mentre Franco fa il contadino: le loro vite, così diverse, scorrono parallele. Si ritrovano al fronte, in Montenegro, e il contadino salva il suo giovane tenente. L'8 settembre riporta i protagonisti nelle campagne umbre: Franco ritorna al suo lavoro e Marco sale in montagna con i partigiani. Il mondo di Marco crolla, a poco a poco, ed egli si chiude in una solitudine inquieta e rancorosa. Ma una ragazza si affaccia dal ponte dei Cocci e, ad un tratto, la vita ricomincia...

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sabato, 24 novembre 2007
Gregorio ScaliseUna poesia senza titolo di Gregorio Scalise, tratta da 'Gli artisti' (1986), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge una poesia di Gregorio Scalise tratta da 'Gli artisti', 1986


[da Gli artisti, 1986]

Gli artisti dimenticano che l’aria
scorre fra le dita,
le ore ad ascoltare la radio
brillano ottuse e stravaganti,
la loro vicenda oscilla al limite di ogni ora;

in nessun luogo gli oggetti si posano,
eppure esistono in ogni fessura:
la loro superba crudeltà ci compone
di minuti solenni.

Gregorio Scalise

Gregorio Scalise, nato a Catanzaro nel 1939, è residente a Bologna dove insegna all’Accademia d’Arte. Ha esordito negli anni sessanta con un paio di plaquettes pubblicate in ambito sperimentale, nelle edizioni Geiger di Adriano Spatola: A capo (1968) e L’erba al suo erbario (1969).

Una sua apparizione decisiva è del 1975, quando assume una posizione di netto rilievo nell’antologia Il pubblico della poesia, curata da A.Berardinelli e F.Cordelli con l’inserimento del suo poemetto I segni, uno dei suoi esiti migliori, se non il migliore in assoluto, poi ripreso nel volume La resistenza dell’aria (1982).

Dopo La resistenza dell’aria si segnalano altre raccolte come Gli artisti (1986) e Danny Rose (1989). E’ anche autore di drammi e di opere saggistiche come Bruciapensieri, Ma cosa c’è da ridere e Talk-show.


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sabato, 17 novembre 2007
Luciana Bianchi CavalleriNirvana amato di Luciana Bianchi Cavalleri, tratta da 'Antologia poetica Poetilando nel web' (Giulio Perrone Editore, 2005), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge- Nirvana amato -
di Luciana Bianchi Cavalleri


Nirvana amato

Allo scosceso affanno del mio tempo
carpisco un inno silente, di radici:
semino in versi un assetato assorto orto
di spicciole memorie mie, tenaci e vive.

Si fa racconto, l'andare lento e meditato
intinto alle fonti primigenie del sentire:
vertice e vortice d'un equilibrio d'emozioni,
sigillo e stimmate, del fu e del divenire.

Le smanie del cuore ora paiono sopirsi,
dissolte in un meticoloso ordine cercato:
un succedaneo, un riscontro alla malinconia
che afferra e accoglie, in un nirvana amato.

Caleidoscopio, d'immagini e memorie:
coltivo il tempo - e il tempo, mi pervade.

Luciana Bianchi Cavalleri

Luciana Bianchi in Cavalleri è nata a Como, dove attualmente risiede, il 26 marzo 1957. Scrive da sempre e non sarebbe azzardato dire che ha imparato a scrivere scrivendo poesie. Felicemente sposata, è madre di una splendida figlia, Aurora, prima luce di un nuovo giorno.

Ha una caratteristica poetica basata, essenzialmente, sulla semplicità del verso, un tratto che può essere colto da chiunque legga le sue composizioni. Dice di sé, l'autrice: «Amo la poesia in tutte le sue forme ... La poesia dei versi, di un dipinto, di un tramonto, di un fiore ... La poesia della natura, la poesia della vita».

Per anni, ha gelosamente custodito le sue poesie in un cassetto, poi, quasi per gioco, un giorno decide d'inviare alcuni stralci dei suoi componimenti ad un sito sul web e da quel momento, grazie ai numerosi consensi ricevuti, Luciana, comincia a far conoscere le sue poesie, a partecipare a Concorsi, Manifestazioni, in un sempre più crescente successo. Internet, diventa la sua seconda casa e oggi, Luciana Bianchi in Cavalleri, è nota a quanti frequentino la poesia sul web, ma le sue composizioni, non hanno perso la freschezza e la semplicità di sempre.

Ha pubblicato (Edizioni D'Autore - 2001) due piccole raccolte di versi: "Como e il mio lago - arcobaleni d'emozioni" e "Un paio d'ali". I suoi versi compaiono inoltre in diverse Antologie, tra le quali "Le rime del Lario" (edita dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Como - maggio 2002) e "Montagna Viva" (edita dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno- SO - anno 2003).

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sabato, 10 novembre 2007
Fabio PusterlaCartoline d'Italia di Fabio Pusterla, inedito tratto dal blog LiberInVersi di Massimo Orgiazzi, per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Cartoline d'Italia
di Fabio Pusterla


Cartoline d'Italia

Sperando in una luce lontana guardavano i figli
e i figli dei figli perduti di lingua e costume
sbucciavano povere arance, raccoglievano
cauti le poche briciole dal tavolo
vuotavano sempre il bicchiere fino all’ultima
goccia di sangue nero.

In ginocchio dentro cunicoli di molti padroni,
su strade assolate di porfido e asfalto, praterie
da imbrigliare, concimi, dritti fino al silicio
del bronco, all’artrosi, alla falce.
Dimenticateci, dicevano,
lasciateci andare per sempre
nel solco del nostro silenzio rassegnato.
Siamo enfisemi, escrescenze del tempo.
Veniamo da boschi che non esistono più, da antiche case
di fumo che diventano posteggi, supermarket
in cui ci smarriremmo,
vagando giorni e giorni tra le merci. Lasciateci andare.
Furono dighe, trafori, mine, vie ferrate,
più tardi autostrade, fabbriche,
ma ancora uno stesso abbandono, un’identica forza
di spalle e teste basse, uffici consolari,
dialetti alle caviglie
come piombi. Le mani talvolta stringevano
manciate di terra, annusando
un odore d’infanzia, cipolle
smarrite nei secoli, animali già morti
prima ancora di nascere.
Terra nera del Belgio o d’oltremare,
terra grassa d’Argovia o di Germania,
zolle argentine, torbe: ma un odore
riportava ogni volta a quel paese
di cui si era imparato a fare senza,
limone sfiorito, spento
limone rubato.
 
Furono dimenticati, proprio come volevano. Poi i figli
generarono figli, i nipoti pronipoti, pizzerie, piccole imprese,
lauree, discendenze. Imparando a dire no in lingue diverse,
e a dire grazie, mi scusi, ho fame, esisto anch’io. Potendo scegliere
alcuni scelsero, infine. Oggi rimandano
al paese lontano immemore, come un grano portato dal vento,
la cosa di cui il paese non aveva più quasi coscienza:
 
che sorpresa! arriva dall’estero, sui giorni italiani umiliati,
un po’ di civile decenza, la nemesi degli emigrati.

[inedito tratto dal blog LiberInVersi di Massimo Orgiazzi]

Fabio Pusterla


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sabato, 03 novembre 2007
Gian Ruggero ManzoniDa un'altura di Gian Ruggero Manzoni, tratta da 'Discorsi latini' (silloge composta nel 1986 quindi edita in quello stesso anno dal Premio di Poesia Savignano per raccolta inedita), per la voce di Enrico Besso, e' l'audio poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.


Enrico Besso legge - Da un'altura -
di Gian Ruggero Manzoni


Da un'altura

Da un'altura
una macchia di tàmari
e le colombe.

Uno specchio balena…

il tuo vestire
nella gonna stretta
nel giacchino
e spalle formate
nei tacchi

una fascia
e priva di gioiello…

regolato – regolato
un profilo, una calza, un gesto

ripararti gli occhi

ingannare la vampa
o cercarla.

Un segnale. Un’intesa
un estraneo.

[da DISCORSI LATINI - (silloge composta nel 1986 quindi edita in quello stesso anno dal Premio di Poesia Savignano per raccolta inedita)]

Gian Ruggero Manzoni

Gian Ruggero Manzoni, nasce a San Lorenzo di Lugo, in provincia di Ravenna, il 22 marzo 1957. Ora vive dividendosi tra San Lorenzo di Lugo e Grottammare (AP). Appartiene a un'antica famiglia comitale lombardo-veneta avente remote origini tedesche. È lontano discendente del celebre Alessandro Manzoni, del garibaldino e Ministro del Tesoro della Repubblica Romana, Giacomo Maria Manzoni, dell'entomologo e scienziato Angelo Manzoni ed è cugino del famoso artista Piero Manzoni. Gian Ruggero Manzoni è poeta, narratore, teorico d'arte e pittore. Compiuti gli studi classici presso il Liceo Trisi-Graziani di Lugo di Romagna, nel 1975 si iscrive al DAMS di Bologna, con indirizzo Spettacolo ...

La pagina di Gian Ruggero Manzoni su Poetilandia.it


 
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categoria:poesie in vetrina 2007
sabato, 27 ottobre 2007