Pace per voi per me
Pace per voi per me
buona gente senza più dialetto
senza pallide grandini
di ieri, senza luce di vendemmie,
pace propone e supremo torpore
l'alone dei prati la cinta
originaria dei colli la rosa
dispersa il sole
che morde tra le tombe.
Ah la cicuta e il poco
formicolio, non più, colà sepolto.
Ah l'acqua troppo tenue che mi cola
oltre la gola e gli occhi e di là di là s'invischia
in tiepidi miseri specchi
su cui l'ortica insuperbisce.
Ed ah, ah soltanto, nei modi
obsoleti di umili
virgili, di pastori castamente
avvizziti nei libri, nella conscia
terrena polvere, ah ripeto io versato nel duemila.
-Ah- risuona il colloquio
in eterno sventato,
dovunque io passi, ovunque
l'aria mai sfebbrata mi sospinga,
la selva mi accompagni
e impari la vicenda non umana
del mio fuisse umano.
Futura età, urto di pietra,
sulfureo sangue che escludi
che inintelleggibili fai questi
fiori e gridi ed amori,
non-uomo mi depongo
ad attenderti senza nulla attendere,
già domani con me nel mio fuisse,
pieghe tra pieghe della terra
cieca ad ogni tentazione d'alba.
[da "Fuisse"]

Andrea Zanzotto [Visita la pagina dell'autore su Poetilandia.it]
Pace per voi per me
buona gente senza più dialetto
senza pallide grandini
di ieri, senza luce di vendemmie,
pace propone e supremo torpore
l'alone dei prati la cinta
originaria dei colli la rosa
dispersa il sole
che morde tra le tombe.
Ah la cicuta e il poco
formicolio, non più, colà sepolto.
Ah l'acqua troppo tenue che mi cola
oltre la gola e gli occhi e di là di là s'invischia
in tiepidi miseri specchi
su cui l'ortica insuperbisce.
Ed ah, ah soltanto, nei modi
obsoleti di umili
virgili, di pastori castamente
avvizziti nei libri, nella conscia
terrena polvere, ah ripeto io versato nel duemila.
-Ah- risuona il colloquio
in eterno sventato,
dovunque io passi, ovunque
l'aria mai sfebbrata mi sospinga,
la selva mi accompagni
e impari la vicenda non umana
del mio fuisse umano.
Futura età, urto di pietra,
sulfureo sangue che escludi
che inintelleggibili fai questi
fiori e gridi ed amori,
non-uomo mi depongo
ad attenderti senza nulla attendere,
già domani con me nel mio fuisse,
pieghe tra pieghe della terra
cieca ad ogni tentazione d'alba.
[da "Fuisse"]

Andrea Zanzotto [Visita la pagina dell'autore su Poetilandia.it]
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categoria:poesie in vetrina 2006
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