Enrico Besso legge - Il sogno è quello del cerbiatto ... -
di Giuliano Mesa
IV
Il sogno è quello del cerbiatto,
quello che bruca, gli occhi sorridenti.
Però ha il ventre troppo gonfio
e da uno zoccolo esce un liquido scuro,
a fiotti. Dietro di lui
un uomo grande, incappucciato,
e un altro, mingherlino,
che si gratta le ascelle.
Il sole, alto nel cielo –
il cielo è azzurro –
all’improvviso non c’è più.
Dai rami cadono fiocchi di neve,
dolci, zuccherati.
Il cerbiatto si sdraia su un fianco,
apre la bocca
e mangia la neve che cade.
I due uomini hanno scavato una tana.
Il mingherlino raccoglie rami
secchi.
Quello grande rattoppa una camicia.
Poi è buio nero. Squittiscono dei
topi.
[da 'Da recitare nei giorni di festa', La camera verde, 1996]
Giuliano Mesa
Giuliano Mesa è nato a Salvaterra (Reggio Emilia) nel 1957. Di poesia ha pubblicato Schedario (Geiger 1978), I loro scritti (Quasar 1992), Improvviso e dopo (Anterem 1997), Quattro quaderni (Zona 2000). Con il compositore Agostino Di Scipio ha realizzato l'opera di poesia e musica elettronica Tiresia. Oracoli, Riflessi (prima esecuzione 12 dicembre 2001). E' tra i redattori di Ákusma. Forme della poesia contemporanea (Metauro 2000).
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categoria:poesie in vetrina 2008
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