Giardino autunnale, testo tratto dai Canti orfici di Dino Campana, Tipografia F.Ravagli, Marradi 1914, e' la poesia in vetrina della settimana selezionata dal Poetilandia Team. Giardino autunnale
(Firenze)
Al giardino spettrale al lauro muto
De le verdi ghirlande
A la terra autunnale
Un ultimo saluto!
A l'aride pendici
Aspre arrossate nell'estremo sole
Confusa di rumori
Rauchi grida la lontana vita:
Grida al morente sole
Che insanguina le aiole.
S'intende una fanfara
Che straziante sale: il fiume spare
Ne le arene dorate: nel silenzio
Stanno le bianche statue a capo i ponti
Volte: e le cose già non sono più.
E dal fondo silenzio come un coro
Tenero e grandioso
Sorge ed anela in alto al mio balcone:
E in aroma d'alloro,
In aroma d'alloro acre languente,
Tra le statue immortali nel tramonto
Ella m'appar, presente.
[da Canti orfici - Tipografia F.Ravagli, Marradi 1914]
Dino Campana
L'autore - Dino Campana (nato a Marradi nel 1885, sull'Appennino tosco-romagnolo), cominciò a frequentare Bologna e l'Università dal 1903, anno in cui si iscrisse alla Facoltà di chimica. In realtà questi soggiorni furono brevi e irregolari, dal momento che il poeta passò e ripassò più volte da Bologna a Firenze, cambiando anche l'indirizzo degli studi per la chimica farmaceutica.
Importante è che da Bologna, nel 1906, Campana decida di iniziare la sua prima grande fuga verso il Nord Europa, la fuga che lo terrà lontano da casa per parecchi mesi e che spingerà i notabili di Marradi a scegliere per lui l'internamento nel manicomio di Imola, giustificato sulla base di un carattere instabile e di una condotta di vita irregolare. Nasce qui il mito del poeta "vagabondo", in rivolta contro la società borghese, a proposito del quale viene poi fatto il nome di Rimbaud.
Nell'autunno del 1912 Campana torna a Bologna e vi rimane parecchi mesi. Ha già con sé i progetti poetici che confluiranno nella sua unica opera, i Canti Orfici. Frequenta l'ambiente goliardico, in particolare Federico Ravagli e Mario Bejor (ambedue scriveranno testimonianze su questo periodo).
I goliardi gli propongono di pubblicare alcune poesie sui loro fogli e così Campana diventa ufficialmente poeta: alcuni dei suoi testi più importanti escono sul "Goliardo" e sul "Papiro", e preannunciano il libro completo che verrà pubblicato da una misera stamperia di Marradi solo nell'estate del 1914.
È noto, oltre che per la composizione di scritti letterari e poetici conosciuta sotto il nome di Canti Orfici, anche per la sua tempestosa relazione sentimentale con la scrittrice Sibilla Aleramo (liaison, messa a nudo nell'epistolario intercorso tra il poeta e la poetessa). Il suo nome è stato spesso accostato a quello della corrente dei poeti maledetti. La sua esistenza tormentata ed errabonda fu costellata da difficoltà ed egli conobbe le più tristi esperienze..
Alcune opere: Canti Orfici, Marradi, 1914 - Inediti, raccolti a cura di E.falqui, Firenze, 1942 - Taccuino, a cura di F.Matacotta, Fermo, 1949 - Taccuinetto faentino, a cura di D.De Robertis, prefazione di E.Falqui, Firenze, 1952 - Fascicolo marradese, a cura di F.Ravigli, Firenze, 1952 - Il più lungo giorno, Roma-Firenze, 1973, 2 voll. vol.I: riproduzione anastatica del manoscritto ritrovato dei "Canti orfici"; vol. II: prefazione di E.Falqui, testo critico a cura di D.Robertis.

Autore: Dino Campana
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Economici
Anno di pubblicazione: 2005
EAN: 9788817007702
Pagine: 298
Prezzo di copertina: Euro 9,00
Contenuto: "Dino Campana morì in manicomio, ma non fu afflitto da una romantica follia connessa con il suo essere poeta. Andò in Argentina e ci rimase un mese, ma non fu il poeta italo-argentino. Conobbe Sibilla Aleramo e a suo modo l'amò, ma "un viaggio chiamato amore" è la versione storpiata di un suo verso, in una poesia dove si parla di sangue e di lacrime.
Pubblicò a sue spese un solo libro e cercò di venderlo nei caffè di Firenze e di Bologna, ma non minacciò i compratori e non stracciò le pagine che loro non avrebbero capito. Amò l'Italia degli emigranti e dei poveri, e scrisse un Canto proletario italo-francese che è la più bella poesia patriottica della Grande Guerra." (Sebastiano Vassalli)
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categoria:poesie in vetrina 2007
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