E' mestiere del vento alzare le vele, di Silvia Bre, tratta da Le barricate misteriose (Einaudi, 2001), e' la poesia in vetrina della settimana. L'ultima opera dell'autrice, edita da Einaudi, e' il volume di poesie "Marmo". Un'opera tutta dominata dal movimento di uomini e cose.
È mestiere del vento alzare le vele -Ma noi possiamo scegliere il colore,
il loro verso, la gioia di resistere e che muove
dall'albero maestro - fermo,
con le radici nel bene della terra -
e che ci porta vivi
in pochi amici, come dopo una guerra.
[da Le barricate misteriose, Einaudi, 2001]
Silvia Bre
L'AUTRICE
Silvia Bre è nata a Bergamo e vive a Roma. Nel 1990 ha pubblicato la raccolta di poesie "I riposi" per l'editore Rotundo. Nel 2001 ha pubblicato presso l'editore Einaudi la raccolta di poesie "Le barricate misteriose". Traduttrice di testi letterari e scientifici, dopo aver pubblicato da Bompiani nel 1987, a quattro mani con Marco Lodoli, il romanzo Snack Bar Budapest, ha presentato negli Oscar Mondadori la sua versione del canzoniere poetico cinquecentesco di Louise Labé. Alcune sue poesie sono apparse su "Tam Tam", "Prato pagano", "Nuovi Argomenti", "Poesia", "La clessidra".
La sua ultima opera, uscita da Einaudi, è la raccolta di versi Marmo. Sotto il marmo del titolo, che evoca la tranquilla staticità del definitivo, la nuova raccolta di Silvia Bre è tutta dominata da movimenti vertiginosi: verso il cielo, le stelle, il remotamente lontano o anche solo l'alto a cui tendono "i ciuffi di basilico, gli sguardi/i quattro girasoli e il pensare"; e poi, con repentini cambi di direzione, impennate verso la terra, il sottoterra, l'abissale ("un po' più sotto è dove stanno i morti/a scalciare in eterno oltre la vita").
La realtà di chi vive sembra scorrere lungo i continui tragitti verticali tra queste dimensioni estreme, nei salti ciechi tra il corporeo e l'immaginario, nell'aspirazione paziente e disperata a una conciliazione che può venire solo dalla voce che la canta e dall'ascolto spietato del "suono che tiene unito l'universo".
Audio poesie
Alcune poesie tratte da "Marmo" e recitate dalla stessa autrice nel corso di una radio intervista su RAI Radio 3 Suite.
| Nascita con paesaggio Di chi la sai, di chi quest’ombra umana che ti si fa addosso ancora disadorna d’occhi, di risate – per ora è il niente che sai, e stringe tra le pieghe una faccia piccola, imprecisa. Senti che è il mondo. Invece è una città, una via, quel corpo. Sai forse di te per poco ancora che cosa grida dal nero della gola, cosa s’apre per adesso all’aria – ce n’è abbastanza per sognare d’altro, così una mano uscendo dalla mano toccherà veramente qualche cosa. Ma è una materia su cui contare poco, come passare da una riva all’altra senza vederle mai, tra interstizi infinitesimali da riempire con attimi, catene, crudeltà. Ora c’è un nome, è tuo, cominci. E subito uno dice che si muore ma non è vero, è terribile, restano tutti a farsi ricordare senza pietà: tutto rimane sempre per mancarti. E la mente che viene sarà saperlo sempre così bene. Non vedi, appena nato, come perdi come gia perdi dalla mano? [inedita - tratta da LietoColle] |
Diario di tutti Il corpo sta alla terra come il cuore all’addio bestie intrecciate che si appartengono per destino nonostante la lotta. Prima si perde il sonno, poi i capelli, poi tante parole fino a io, quella che tiene tutto. Dopo dilaga l’urlo che stava quieto per educazione, si rende l’anima al cielo da cui cadde – sei animale, sei pronto. C’è un ordine in ogni morire che conquista. Di che cosa ragiono? Più di nulla – prevedo i temporali, lascio che l’autunno mi riguardi, resto fuori, faccio equazioni fino all’alba tra un’aquila e uno specchio, scommetto di tramutare un sasso nel sasso di sempre sotto gli occhi degli altri – che ogni cosa sia la cosa stessa se la guardo. Sento che è poco, voglio che sia meno. A volte sogno un ago immenso che cuce inutilmente il cielo. [inedita - tratta da LietoColle] |
Alcune opere:
postato da: Poetilandia alle ore 15:14 | Permalink | commenti
categoria:poesie in vetrina 2007
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