sabato, 31 marzo 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAForse dovrei restringermi - Stefano Simoncelli

Forse dovrei restringermi
ridurmi con metodici esercizi
di ginnastica e digiuni
in quella cosina
tutta sguardo, zigomi e ossa che eri tu
intrufolandomi in soffitte
bugigattoli, sperduti interno-notte
dove leccarci in pace le ferite.

Ma anche così, corpicino,
anche così, ti chiedo
buttando nella spazzatura
sacchi zeppi delle tue raccolte
di stracci per la polvere e sportine,
anche così, ripeto,
riuscirei a somigliarti
nel dolore che ti smangiava?

[da Giocavo all'ala, Pequod, 2004]

L'AUTORE

Stefano Simoncelli è nato nel 1950 a Cesenatico, dove vive. È stato redattore e ideatore di «Sul Porto», una rivista di letteratura e politica che catturò negli anni Settanta l’attenzione e la collaborazione di poeti come Pasolini, Bertolucci, Caproni, Sereni, Fortini, Raboni e Giudici.

Nel 1981, con la raccolta Via dei Platani (edita da Guanda con la presentazione di Raboni e Fortini) ha vinto il Premio Internazionale Mondello Opera Prima. Nel 1989 è uscito il suo libro Poesie d’avventura nella collana Gli Spilli, diretta da Enzo Siciliano e edita da Gremese. Nel 2004 ha pubblicato con peQuod di Ancona la raccolta Giocavo all’ala (Premio Gozzano). Nel 2006, sempre per l’editrice peQuod, è uscita la raccolta La rissa degli angeli.

Sue poesie sono apparse negli ultimi anni sulla rivista «Nuovi Argomenti».

ALCUNE POESIE

 
Credo di non essere mai stato tanto in ritardo
per questi vicoli abbandonati dalla luna
e forse trasalirai se un colpo di vento
sbucato all'improvviso tra le case
ti arrufferà un attimo i capelli.
Ti volterai credendo sia una
delle mie solite bizzarrie
ma non trovandomi... Ecco,
oggi che compio gli anni
e un altro decennio d'oscurità
e presagi è volato in un lampo
mi aiuta a immaginare (oh, soltanto
per scongiuro, per semplice scaramanzia!)
sarà così quando non sarò più al tuo fianco
ma uno spirito o demone divento per le strade
senza peso e questi battiti accelerati del cuore
mentre dico arrivando: "Perdona il ritardo, andiamo?"
non sapendo dove portarti, come calmare l'affanno.

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Scorgendo d‘un tratto i nostri corpi allacciati
ingigantiti dal lume sulla parete di fronte
penso con rimorso ai tuoi anni:
non ho da offrirti che questo amoroso sperpero
di carezze,questi battiti forsennati del cuore
mentre affondo nel tuo mistero di brividi
nel tuo modo spaventato di godere.

[da La rissa degli angeli, peQuod, 2006]

La rissa degli angeli (1986 - 1996) - Stefano Simoncelli - Pequod

 
Certe mattine
che te ne sei andata
brancolo come un'anima in pena
per le camere, il terrazzo, tentando
di capire chi sono e cosa faccio
solo in questa casa. E' mai possibile,
mi domando pieno di te e meraviglia,
che mi scomponga in tante persone
e sia nello stesso tempo
o in tempi diversi
l'amico fraterno, il nemico
soprattutto di me stesso, il tennista
che puoi riconoscere in qualche fotografia,
l'impiegato del campeggio e altro ancora?
Che sia tutto tranne quello che sono?
Quello che ero tra le tue braccia?

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Tremo come se un vento
dai Balcani mi percuotesse
lungo un'oscura strettoia
o fossi un vecchio uomo
senza cappotto in mezzo
al suo orto ricoperto di neve.
Ma io non ho seminato niente
e le scorte di gioventù...
Non ho che te, vorrei dirti.

[da Giocavo all'ala, peQuod, 2004]

Giocavo all'ala - Stefano Simoncelli - Pequod


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postato da: Poetilandia alle ore 00:57 | Permalink | commenti
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categoria:poesie in vetrina 2007
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