sabato, 10 febbraio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAIl giudizio universale - di Giacomo Noventa

Cô no’ ghe sarà più stele nel çiel,
E anca el sol sparirà
Ne la luse de Dio,

Quando i morti dal mar tornarà,
E da l’inferno e dal çiel,

Quando i angeli ne ciamarà
Al Giudizio de Dio,
E nissun,
Né i re de la tera e i so servidori,
Çercarà più de sconderse,

Quando el tempo se misurarà
Col tempo dei morti,

Quando Dio lezarà nel gran libro,
E nei nostri libreti,
Quel, che par esser fati a so imagine,
E prisonieri del tempo,
Se gà vùo da penar,

Una vose ne arivarà
Dal coro dei angeli:
«Lassé che i boni me vegna viçin,
Cussì viçin, come i gera vivendo.
E i cativi... un fià più in là


Dio, tuti, el ne graziarà.

                            [Traduzione]

Il giudizio universale

Quando non ci saranno più stelle nel cielo,
E anche il sole sparirà
Nella luce di Dio,

Quando i morti dal mare torneranno,
E dall’inferno e dal cielo,

Quando gli angeli ci chiameranno
Al Giudizio di Dio,
E nessuno,
Nemmeno i re della terra e i loro servitori,
Cercherà più di nascondersi,

Quando il tempo si misurerà
Col tempo dei morti,

Quando Dio leggerà nel gran libro,
E nei nostri libricini,
Quello, che per esser fatti a sua immagine,
E prigionieri del tempo,
Si è avuto da soffrire,

Una voce ci giungerà
Dal coro degli angeli:
«Lasciate che i buoni mi vengano vicino,
Così vicino, come lo erano vivendo.
E i cattivi... un poco più in là.
»

Dio, tutti quanti, ci grazierà.

[da Versi e poesie, Marsilio, 1996]

L'AUTORE

Giacomo Noventa, pseudonimo di Giacomo Ca' Zorzi, poeta e saggista nato a Noventa di Piave nel 1898 e morto a Milano il 4 luglio 1960.

Noventa compì gli studi universitari a Torino e presto venne in contatto con Piero Gobetti e altri scrittori. Proseguì gli studi in Germania e dopo aver soggiornato per un po' di tempo all'estero, si trasferì a Firenze e insieme ad Alberto Carroci fondò la rivista "La Riforma letteraria" (1936-1939) che si connotò subito come una rivista fortemente polemica contro la cultura del tempo.

Poco prima di morire, Giacomo Noventa, detta all’amico Aldo Garosci questi versi:

«E così ce ne andremo perdendo a una a una
anche le parole più care, ed arrivando
fino a Dio con carte bianche, ma forse
con visi più sereni: mon lecteur, mon frère


ALCUNE OPERE


Versi e poesie - Giacomo Noventa - Marsilio, 1996
Versi e poesie - Giacomo Noventa - Marsilio, 1996
"L'amore e la passione civile, la nostalgia dei luoghi e dei tempi, la presenza ovunque di una persona e di una sofferenza o gioia umana, l'armonia del canto, la disarmatezza della poesia che nulla ambisce d'essere se non la propria disarmata semplicità, erano i temi e i valori che la lezione di Noventa mi riportò e che la sua stessa persona mi portava". [Giovanni Giudici]
Nulla di nuovo e altri scritti (1934-1939), Marsilio, 1987;  Il grande amore e altri scritti (1939-1948), Marsilio, 1988;  Dio è con noi e altri scritti (1947-1960), Marsilio, 1989; Il castogallo e altri scritti (1922-1959), Marsilio, 1990.

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