sabato, 20 gennaio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANALuna di gennaio

(ma ero là, sbronza, parlavo nel telefono)
e il brulicare amaro del sangue sulla lama
e la sterile luna nuova dietro le doppie vetrate
e l’acqua che s’avvicina dallo specchio in cui le immagini decrescono
e l’acquatica fecondità dell’Uovo-morte
e l’acquaio dove si squamano i pesci
e i cigni teneri della carne che è spoliazione (cito da Mallarmé)
(“Non so, Valeria, adesso non ho tempo”;)
il tempo irredimibile e il tempo purificato (alla danza sterile del fuoco)
il tempo di redimere il sangue di bruciare il sangue
il tempo di raccogliere la cenere prima che s’alzi il vento

                    Luna di biacca che si scalcina
                    tacita luna di neve (cito da Leopardi)
Cataloghi, spartiti per il pifferaio di Hamelin, parabole, discanti e incanti, 1981 - Genesi Editrice Torino luna lunella lunicina granchiolo e lumachina luna retrattile
                    rettile lemure che penzola dal ramo
dietro il ramo scivola luna di gennaio luna fossile
                    e labile labile
cigola nei giorni              70 volte 7
Lune la fune                   secante
Marte le scarpe                consumata
Mercole le nespole           sgusciata
Giove le uova                 fecondante
Venere la cenere              profanatrice
Sabato l’abito                  tessitrice
Festa la cesta                   vendemmiante
        Iside Iside x y il seme di Iside
e l’occhio liquido x y acqua di luna guscio d’uovo forato
xy sacco amniotico xy asfodeli incognite
[il prodotto F(a). F(b), nell’equazione data, risulta negativo]
        e le carni bianche del cervo, come dalie
là tra le mani pendule di Ecate, mani di formalina
[ancora: il prodotto F(a). F(b), nell’equazione data, risulta negativo]
            Iside Iside aborto abbandonato nella cantina buia
                    occhio cimurroso del cane
            la ghiaia chiara e fredda nel cortile, il muschio crudo della notte
                    umida
E bacherozzoli, bacherozzoli

[da Cataloghi, spartiti per il pifferaio di Hamelin, parabole, discanti e incanti - 1981]

Valeria Rossella

L'AUTRICE

Valeria Rossella è nata nel 1954 a Torino, dove vive. Ha pubblicato i libri di versi
Cataloghi, spartiti per il pifferaio di Hamelin, parabole, discanti e incanti (Genesi 1981), L’usignolo meccanico (Edizioni del Leone 1991), L’anima del violino (Galleria Pegaso 1996), Il luminario (Crocetti Editore, 2003).

Studiosa di lingua e letteratura polacca, ha tradotto una scelta delle lettere di Chopin (Il Quadrante 1986) e per la Fondazione Piazzolla di Roma un’antologia di Czeslaw Milosz (La fodera del mondo, 1986). Collabora con varie riviste culturali.

Alcune poesie:

Il luminaio - Crocetti Editore, 2003
Mormora nel Tevere l’acqua
ferrigna del Po. Basta che un remo
la smuova perché salga dal fondo
l’otto “Arzigogolo” che vinse la regata
a Aix-les-Bains nel ’24, con mio nonno.
E prima che il tonfo di un sasso li
confonda
io li ho portati qui, in questo fiume
di suono puro, di pura armonia.

[da Il luminaio - Crocetti Editore, 2003]

Stazioni

ah quei cancelli, quelle teste di santi
che la polvere ricopre sui portali delle chiese,
quelle scalinate e quelle tuniche di pietra
corrose dal guano degli uccelli!
Perché attraverso una fiamma
che non bruciando tramuta
vedo una folla passare scalza
e a capo nudo, nella stagione fredda,
con vecchie valigie legate con lo spago?
Chiamo mio nonno e non risponde
col distintivo di mutilato della Grande Guerra
sul bavero, vorrebbe sedersi ma una guardia
lo spinge avanti con il lungo becco.
Ed eccoli, trasparenti e tremanti
nella valle di Giosafat. Scaldati
dai miti musi degli asinelli spariti.
Li vedo, psychai: volitanti farfalle oltre –
come nel cielo diurno
vedo nuotare, segrete crisalidi, le stelle.
Perché coloro che amarono fortemente
furono perduti?

[da Il luminaio - Crocetti Editore, 2003]



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