sabato, 02 dicembre 2006
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANALasciami sanguinare - di Attilio Bertolucci
    
Lasciami sanguinare sulla strada
sulla polvere sull'antipolvere sull'erba,
il cuore palpitando nel suo ritmo feriale
maschere verdi sulle case i rami
 
di castagno, i freschi rami, due uccelli
il maschio e la femmina volati via,
la pupilla duole se tenta
di seguirne la fuga l'amore
 
per le solitudini aria acqua del Bràtica,
non soccorrermi quando nel muovere
il braccio riapro la ferita il liquido
liquoroso m'inorridisce la vista,

attendi paziente oltre la curva via
l'alzarsi del vento nel mezzogiorno, fingi
soltanto allora d'avermi udito chiamare,
entra nella mia visuale da un giorno
 
quieto di settembre, la tavola apparecchiata
i figli stanchi d'attendere, i figli
giovani col colore della gioventù
esaltato da una luce che quei rami inverdiscono.

[da "Fuochi in novembre"]

Attilio Bertolucci

Attilio Bertolucci L'AUTORE

[da www.italica.rai.it]

Nato nella campagna vicino a Parma nel 1911, quinto figlio d’una famiglia della media borghesia agraria, Attilio Bertolucci trascorre la propria infanzia nel "felice regno" di un podere.
Iscrittosi dapprima alla facoltà di Legge, dipoi passa a Lettere e diviene amico di Cesare Zavattini, che lo esorta a collaborare a "La Gazzetta di Parma"; nel ‘51 si trasferisce a Roma, in un appartamento messogli a disposizione da Roberto Longhi, geniale critico d’arte oltre che maestro suo indiscusso.

Oltre alla sua occupazione principale, Bertolucci si dedica all’insegnamento, al cinema, al giornalismo: in quest’ultimo settore, egli scrive a lungo per "Il giorno" e dirige "Nuovi argomenti" dopo la morte di Pier Paolo Pasolini. Vanno annoverate, fra le sue attività, quelle di traduttore e sceneggiatore.

Si è spento nella Sua casa romana il 14 giugno 2000 all'età di 89 anni e con Lui esce di scena l'ultimo rappresentante d'una generazione che ha dato - con Giorgio Caproni, con Vittorio Sereni, entrambi pressoché coetanei del Nostro - moltissimo alla poesia italiana.

Sin dal suo precocissimo libro d'esordio, "Sirio", apparso all'inizio del ‘29 quand'egli non è ancora diciottenne, s'intravvedono nell'arte bertolucciana segni particolari che la contraddistinguono nel confronto con le tendenze dominanti coeve: lacerti di crepuscolarismo, una evidente filiazione pascoliana, la predilezione per un linguaggio lineare, piano, intriso di colloquialità.

Dopo un'ulteriore plaquette, "Fuochi in novembre" (1934), molto si deve attendere per la suo prima opera vera e propria, "La capanna indiana": pubblicata nel 1951 presso Sansoni e ristampata quattro anni dopo da Garzanti in una edizione accresciuta, essa include una selezione dei libretti giovanili e s'impone all'attenzione generale.

Un ventennio dopo, con il celebratissimo "Viaggio d'inverno" (Garzanti, 1971), Bertolucci muta di registro all'ispirazione sua, che gli suggerisce ora versi morsi dall'affanno, mossi dall'inquietudine, scanditi dall'incalzare della nevrosi: i risultati sono di straordinaria, indiscutibile novità e il volume si colloca tra i testi più originali apparsi nella seconda metà del ‘900.

Detto di quel bellissimo romanzo in forma di poesia ch'è "La camera da letto" (1984-1988), delle successive raccolte "Verso le sorgenti del Cinghio" (1993) e "La lucertola di Casarola" (1997), merita un cenno il collage di articoli appena apparso per Mondadori "Ho rubato due versi a Baudelaire". Esso risulta composto da scritti su cinema, teatro, letteratura ed arte apparsi tra il ‘48 ed il ‘96, testimonia della poliedricità d'interessi di uno dei protagonisti della cultura nostrana del ventesimo secolo, è scorrevole e di fruizione piacevolissima: lo consigliamo, vivamente, a chiunque cerchi nella lettura il piacere - ormai desueto - dell'intelligenza.

 Ho rubato due versi a Baudelaire - Attilio Bertolucci - Mondadori Ho rubato due versi a Baudelaire
Attilio Bertolucci raccoglie in un volume un'ampia scelta delle prose non comprese in "Aritmie", intitolandola, quasi confessando un plagio da un autore molto amato, "Ho rubato due versi a Baudelaire". Gli scritti di Bertolucci appartengono a un vasto arco temporale che va dal 1948 al 1996 e abbracciano arte, cinema, tetro e letteratura. Chiude il volume "Viaggio fra gli antiquari" compiuto negli anni Sessanta in alcune località italiane. La curatela del volume è affidato a Gabriella Palli Baroni, profonda conoscitrice dell'opera di Bertolucci.
 Alla ricerca di Marcel Proust - Attilio Bertolucci - RAI-ERI Alla ricerca di Marcel Proust
Per molti anni, a partire dal 1952, Bertolucci ha collaborato intensamente ai programmi culturali della RAI. In particolare nel 1966 ha diretto "L'Approdo TV" realizzando, fra le prime iniziative, il documentario "Alla ricerca di Marcel Proust", il cui testo si propone in questo libro. Alle eccezionali testimonianze degli amici di Marcel: François Mauriac, Daniel Halévy, Paul Morand, Jean Cocteau, e alle 'confidenze' della fedele governante Céleste Albaret, si alternano, con preziosi intarsi, brani del capolavoro di Proust. Intarsi che illuminano persone, oggetti, luoghi - soprattutto luoghi proustiani -riprodotti in immagine sullo schermo tv, ma pure descritti, 'visti' in una dimensione mentale, con le parole. In tal modo le ampie didascalie, i raccordi, assumono, nella prosa evocativa di Bertolucci, una loro specifica autonomia e una piena intelligibilità.
 La camera da letto - Attilio Bertolucci - Garzanti La camera da letto
Il 'libro primo' de "La camera da letto" si apre con una fantasticheria, fondata su un dato trasmesso oralmente nella mia famiglia paterna per generazioni, riguardante la migrazione dei Bertolucci nelle maremme, o bassure, toscane, dall'alto Appenino parmense (...) Nelle pagine del 'libro secondo', gli accadimenti dell'amore corrisposto si seguono nella "pazienza dei giorni" entro un moto appena ondoso, tranquillo, in cui morte e nascita intaccano, non spezzano, il quotidiano, unica fonte, e musa, dell'autore-attore. I due stanno, uno di fronte all'altro, con la naturalezza e l'inquietudine che ha il pittore mentre dipinge il suo autoritratto. Dietro, in un fondo appena percettibile, la Storia compie i suoi riti (...).





postato da: Poetilandia alle ore 12:04 | Permalink | commenti
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categoria:poesie in vetrina 2006
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