Enrico Besso legge una poesia di Gregorio Scalise tratta da 'Gli artisti', 1986
[da Gli artisti, 1986]
Gli artisti dimenticano che l’aria
scorre fra le dita,
le ore ad ascoltare la radio
brillano ottuse e stravaganti,
la loro vicenda oscilla al limite di ogni ora;
in nessun luogo gli oggetti si posano,
eppure esistono in ogni fessura:
la loro superba crudeltà ci compone
di minuti solenni.
Gregorio Scalise
Gregorio Scalise, nato a Catanzaro nel 1939, è residente a Bologna dove insegna all’Accademia d’Arte. Ha esordito negli anni sessanta con un paio di plaquettes pubblicate in ambito sperimentale, nelle edizioni Geiger di Adriano Spatola: A capo (1968) e L’erba al suo erbario (1969).
Una sua apparizione decisiva è del 1975, quando assume una posizione di netto rilievo nell’antologia Il pubblico della poesia, curata da A.Berardinelli e F.Cordelli con l’inserimento del suo poemetto I segni, uno dei suoi esiti migliori, se non il migliore in assoluto, poi ripreso nel volume La resistenza dell’aria (1982).
Dopo La resistenza dell’aria si segnalano altre raccolte come Gli artisti (1986) e Danny Rose (1989). E’ anche autore di drammi e di opere saggistiche come Bruciapensieri, Ma cosa c’è da ridere e Talk-show.















