domenica, 26 agosto 2007
Scrivo di notte di Filippo Davoli, testo tratto da Sette poeti del Premio Montale 2001, Crocetti Editore-2002, e' la poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.

La poesia della settimanaScrivo di notte

Scrivo di notte
esemplare randagio nelle poche
ore di un canto sparso
chiedendo al buio ancora appena un tratto
che snidi la mia voce

talvolta corre una risata fuori
e assaggio l’aria e fraternizzo in me
con l’amore che circola. Talvolta
resto sospeso in bilico.

Ogni mia notte è un canto di passaggio
dal mio tempo allo spazio.

[da " Sette poeti del Premio Montale 2001" - Crocetti Editore, 2002]

Filippo Davoli


Filippo DavoliL'AUTORE - Nato a Fermo, Filippo Davoli, vive e lavora a Macerata. In ambito poetico ha già dato alle stampe sette libri, tra cui si ricordano:
"Poemetti del contatto" (1994);
"Alla luce della luce" (Nuova Compagnia Editrice, Poeti di ClanDestino, 1996 – Introduzione di Franco Loi);
"Un vizio di scrittura" (Stamperia dell’arancio, 1998) segnalato al Premio “Montale” 1999;
"Una bellissima storia" (Stamperia dell’arancio, 2000), finalista al Premio “Dario Bellezza” 2001;
"padano piceno" (GED, Biblioteca di Ciminiera, 2003).

Ha inoltre pubblicato 14 solitari, nel volume "7 poeti del Premio Montale" (Crocetti, 2002).

Suoi interventi (sia poetici che critici) sono apparsi in varie riviste, tra cui “Hortus”, “Origini”, “La Clessidra”, “Letteratura tradizione”, “Verso”, “Arca”, www.poesia.it, www.agliincrocideiventi.it e www.diariodipoesia.it.

E’ compreso nell’antologia La poesia delle Marche. Il Novecento (Il Lavoro editoriale, 1998), ne Il pensiero dominante – Poesia italiana 1970-2000 (Garzanti, 2001) e in Vent’anni di poesia (Passigli, 2002), a cura di M. Luisa Spaziani.

Insieme allo scrittore Giovanni Cara ha fondato e dirige la rivista di poesia narrativa musica arte teatro e cinema, “Ciminiera”.



LE POESIE DELLE SETTIMANE PRECEDENTI


postato da: Poetilandia alle ore 10:18 | Permalink | commenti
categoria:poesie in vetrina 2007
lunedì, 20 agosto 2007
La poesia della settimanaChichibio di Oliviero Beha, tratta dal sito ufficiale del giornalista - scrittore (www.olivierobeha.it) e' la poesia della settimana selezionata dal Poetilandia Team.

Chichibio

Quarantacinque gru assassinate,
Chichibio, credo sia giusto
che tu lo sappia.
Dillo al tuo amico Giovanni,
che ti ha creato,
esci dalla Quarta Novella
e vai a controllare,
finché sei in tempo.
Finché siamo, in tempo.

Assassinate con dolo,
si domanda meraviglioso
l'organo di informazione,
assassinate dall'inquinamento,
si interroga il cronista
come se dolo non fosse,
e ancor più metafisico.

Assassinate comunque,
Chichibio. E con loro tu,
cuoco veneziano
che ne contavi le cosce
a futura memoria,
il povero Boccaccio,
le nostre sventagliate di scuola,
l'immagine di quarantacinque
gru quarantacinque
che migravano ignare
nel terzo millennio
verso l'Africa,
senza contarsi le zampe.

Assassinate, pensa,
in provincia di Avellino.

E tu? E noi? E loro?

[da www.olivierobeha.it]

Oliviero Beha



Oliviero BehaL'autore - Oliviero Beha è uno dei più noti giornalisti italiani. Per molti anni inviato speciale di "la Repubblica", ha scritto per numerosi quotidiani e settimanali.

È autore di trasmissioni televisive e radiofoniche di successo (Va’ pensiero, Radio Zorro, Radio a colori), di testi teatrali, saggi e poesie.

Da sempre giornalista "contro", è docente di Sociologia della Comunicazione a Valle Giulia, Università la Sapienza di Roma.

Ha pubblicato Anni di merda. Notizie dal fronte del disagio italiano, Pironti, 1993; L'Italia non canta più, Ediesse, 1997; Sono stato io, Tropea, 2004; Trilogia della censura. Ieri come oggi. Mundialgate; Antenne rotte; L'Italia non canta più, Avagliano, 2005; Crescete & prostituitevi, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2005; Diario di uno spaventapasseri. L'Italia ultima, 1996 - 2006: tra Berlusconi e Prodi la recita statica di un paese irreale, Tropea, 2006; Indagine sul calcio, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2006 e Italiopoli, Chiarelettere, 2007.



ALTRE POESIE DELLA SETTIMANA


postato da: Poetilandia alle ore 15:44 | Permalink | commenti
categoria:poesie in vetrina 2007
domenica, 12 agosto 2007
La poesia della settimanaPartenze, tratta da Mala kruna (Manni Editori, 2007) di Franca Mancinelli e' la poesia in vetrina della settimana selezionata dal Poetilandia Team.

Partenze

1

Scorro in mano il rosario dei binari
da anni e l’ho sognato
che sarei balzato
vivo nella luce
in ogni stanza della nostra casa
traverso i corridoi, su e giù le scale
dei vostri corpi, così cari per me
adesso senza porte.

2

con la marea che scopre
all'alba le coperte
spuntano dalla pelle gli aghi
piccoli del freddo; è deciso:
partire per tempo
accompagnarsi in gita.

E chi m’avrebbe mai piegato un lembo
della giacca e trattenuto, ti chiedi,
sul guanciale dell'Ardizio segui
pescatori di vongole chinarsi
a rimboccare il sole.

[da "Mala kruna", Manni Editori, 2007]

Franca Mancinelli

Franca Mancinelli è nata a Fano nel 1981. Si è laureata in Lettere Moderne con una tesi sulla poesia di Paolo Volponi. Suoi testi poetici sono usciti in antologie presso Crocetti (Nodo sottile 4), Guaraldi, LietoColle, e in riviste cartacee e on line, tra cui Poesia (n. 203, marzo 2006), il bollettino FuoriCasa e clanDestino. E' uscita da qualche giorno la sua prima raccolta poetica, Mala kruna (Manni Editori), che in croato significa “piccola corona di spine”.

Mala kruna di Franca Mancinelli, Manni EditoriTitolo: Mala kruna
Autore: Franca Mancinelli
Editore: Manni Editori
Collana: Pretesti
Anno di pubblicazione: 2007
ISBN: 978-88-8176-953-7
Pagine: 64
Prezzo: € 8,00

Mala kruna, ossia piccola corona di spine, raccoglie versi costruiti intorno all’idea del viaggio del treno del proprio essere, scandito da progressive perdite e abbandoni, in tre età della vita. Essenziali, incisivi, affilati sono la storia di un’esistenza, un romanzo poetico di formazione.

Per acquistare il libro scrivere a 074537e0a9f5fe91058b5abfc94c6596
(Specificare nell'oggetto: Ordina Mala kruna, di Franca Mancinelli, ISBN978-88-8176-953-7).


postato da: Poetilandia alle ore 10:12 | Permalink | commenti
categoria:poesie in vetrina 2007
sabato, 04 agosto 2007
La poesia in vetrina della settimanaA Dragana di Matteo Pazzi e' la poesia in vetrina della settimana selezionata dal Poetilandia Team.

A Dragana

Si accende, laggiù, nuda e disarmante
la piccola luce rossa della boa
e sbuffa invisibile sotto lo scafo
un toro che ha onde
al posto delle corna.

Si accende, laggiù, come
un'altra riva, quella sognata,
il punto in mezzo alla parola.

Matteo Pazzi

L'autore - Nato a Este (PD), risiede a Voghiera (FE), si è laureato in Scienze Politiche a Bologna. Ha esordito con la silloge poetica Ventiquattro poesie (2000), suoi testi hanno conseguito segnalazioni a premi letterari e sono apparsi su varie riviste.

Alcune poesie

Respirata accanto

Respirata accanto, sempre accanto, lenta
traccia — attore — complice —
già finita.
Già finita — le guance di un addio
sulle gambe di un filo, direzione
non contabile.
Nave che cuciva e scuciva le onde — silenzio
davanti a una porta, l’interrogante
SENZA di una nuvola bianca:
brivido di asta — mare.

Arrivi e partenze

[A Giorgio Caproni]

Il calice bianco della nebbia
trasforma l’argine del canale
in una domanda.
Le prime stelle
sanno di fughe appena accennate
e di labbra che tremano.

Matteo Pazzi

postato da: Poetilandia alle ore 19:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie in vetrina 2007
mercoledì, 01 agosto 2007

Maria Grazia CalandroneE' Maria Grazia Calandrone l'autrice in vetrina del mese di agosto 2007. Maria Grazia Calandrone è nata a Milano nel 1964 e vive a Roma. Ha pubblicato il libro-premio Pietra di paragone (Tracce, 1998), La scimmia randagia (Crocetti, 2003 – premio Pasolini opera prima, cinquina premio Dessì), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005 – terna premio Valeri) e La macchina responsabile (Crocetti, 2007, in corso di stampa), la silloge Illustrazioni in 7 poeti del Premio Montale 1993 (Scheiwiller, 1994) e altri testi in numerose antologie di premi e su riviste quali Poesia, Nuovi Argomenti, Le Fram, Gradiva.

L'autrice in vetrina del mese di agosto 2007Compare in antologie pubblicate in Argentina (La realidad en la palabra) e in Venezuela (Caminos del Agua), in Fuori dal cielo (Empiria, 2006), in Almanacco dello Specchio 2006 (Mondadori, 2006) e in Nono quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007).

Ha composto una riscrittura in versi del Riccardo II di Shakespeare interpretata durante il Festival delle Gravine 2006 da Roberto Corradino, ha scritto i testi per lo spettacolo di circuito europeo Nel segno di Guernica portato in scena nel 2007 dalla compagnia Théatre en vol e compone melologhi.

È una fra i quattro autori accolti nel catalogo della mostra Inspired by George Byron, è stata fra le interpreti del Desiderio preso per la coda di Picasso per Radio 3 ed esegue readings dei propri testi con musicisti quali Sabina Meyer ed Eugenio Colombo.

Alcune poesie



Nel fronte interno srotolano i dispacci sotto lampade da miniera
e l'ignoto attraversa il paese come filo spinato che sente
battere la pala dei fanti, lo smalto
delle gamelle contro la latta
e metri d'aglio. Maria, abbiamo
del gran danno nella testa
sporca di bestia che scappa
sottoterra, abbiamo nella groppa il crollo dei muli
sotto il peso plebeo dei materiali. Dammi il cuore
Maria, perché il tuo cuore
pesi come la terra tra le mani
mentre io ti raggiungo sotto il pericolo. Maria, con i pensieri
che non smettono mai di pensarmi, anche dopo
tienimi a te, al mio posto
sulla terra dei nomi. Solo tu
sai il mio nome Maria, perché il mio nome è all'orlo
della tua gola, bianco
come un affogato nel canale
sepolto nel tuo bianco che rinviene. Anche dopo,
stanotte, quando io sarò cenere, pronunciami Maria con il tuo corpo.

---

Dal mondo esposto

L'amore è la salute della scimmia.
Gli occhi dell'asino santo imbrattati dal vedere
la ruggine quieta delle cisterne.

Vento che arrota l'erba, l'ultravioletto calice
della sera come una latitudine radiante.

O il mare e i pomeriggi
composti dall'involucro ninfale della cicala.

Dammi le prove della tua gioia
nella carcassa del quotidiano
che rodi fin che è luce, luce...

---

Dentro il mese strisciante

Il tremito all'alba nelle tane
assume una nuova maestà macerata
per guardare nella bellezza degli alberi
nelle giornate dolci del tardo ottobre.

L'ultrasuono primario delle campane nell'ora deliquiale
costellata di nodi luminosi.

Siamo una estrema razza azzurra
– nuove sembianze erette
torri
ricevimenti
torri deflagrate
che crollano lentamente.

Il crepaccio di un corpo nel tempo,
spurgo di case
nell'imminenza di un paradiso laico.
In ostensori di neve
ho ritrovato i volti
dei soldati, ostie nere
– bilance
– cuori
di larva,
poveri cuori intrisi di materia.
Un ruminare nero sotto falde di neve.

---

Un vagito nel vapore acqueo

Coltivazioni di cereali nei feudi, mura
con castoni di ossa di operai
e guarnigioni in cavitate pectoris: invenzione
del ferro e sue conseguenze nel comportamento
del demone serale. Volti
fermentati per uso liturgico. A causa
di porfiria si ritraeva la lingua nelle cavità molli e l'occhio
semichiuso era trattato in ossido di cromo e sale.

Due pallide creature luminose in una notte senza luna vennero condotte
a morte totale per mezzo
di un paletto di frassino.
Riempi loro la bocca
con morsi di pesca e con semi
e nel cielo una fuga corporea di campane di bronzo.

Verrò nella tua casa guidato dagli stormi
affinché la tua ombra sia sfiorata
dal battito di un'ala, non dall'acciaio freddo
del fiume che ogni notte mi attraversa.

Il suo cuore si muove in linea retta
verso adeguati luoghi – è un animale
dal manto bianco che siede a protezione della casa, in silenzio
rende testimonianza della soglia
esposta ai raggi della luna
e il suo nome ribolle nelle canalizzazioni
di lei che dorme, nelle ampolle che lentamente rovesciano
sul pavimento il caldo del suo corpo.

Egli posa sul petto di chi dorme come una farfalla
e ha il cuore rotto da un volto
testimoniato da raggi di stelle.
Il suo sguardo è una zolla di cenere – dove posava
bruciava i raccolti. Messo al morto un mattone sotto il mento
rilasciava un freschissimo sangue
dalle ferite, il caldo frutto
della digestione batterica.

Portate legna, tagliate la sua testa, voglio che smetta
di sorridermi dal bianco borgo della notte
perchè io lasci la veste da notte nella sua ombra.
Posate la greca di una pietra grezza
sul cereo silenzio del suo petto
abbandonato, spargete rose sul rogo del suo cuore
accucciato sul lato del mio letto
come una malattia della canicola.

Io pronuncio il tuo nome dall'alto
della picca di un campanile affinché tu ti arrampichi
lentamente, trascini in alto i segni della terra e sulla terra
cada. Io muovo
mani nell'acqua affinché il fiume freddo del tuo cuore si disperda
come una bianca fuga di animali tra le strisce dell'erba
affinché il bianco rogo del tuo cuore
non dissecchi il mio cuore – affinché non t'invochi.

postato da: Poetilandia alle ore 08:07 | Permalink | commenti
categoria:vetrina autori
:: TORNA ::