venerdì, 25 maggio 2007
POESIA IN VETRINA Sono chiusi nelle loro case di Antonella Pizzo (in realtà la poesia e' senza titolo e quello riportato e' il primo verso della stessa), tratta da "A forza fui precipizio" - Lietocolle - 2005, e' la poesia in vetrina della settimana.

LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANASono chiusi nelle loro case
ognuno nel proprio letto
c’è chi a quest’ora già cucina
lo avverto dai profumi di cipolla soffritta
e vino a svaporare.

C’è chi è in bagno e fa scorrere l’acqua
dai rubinetti.

Io sono qui che aspetto
che qualcuno venga
e mi dica:
sai, abbiamo scambiato la bobina
girato la scena sbagliata
torniamo indietro.

E tutto ricomincia
        ma diverso.

[da "A forza fui precipizio" - Lietocolle, 2005]

Antonella Pizzo


Antonella Pizzo Nata a Palazzolo Acreide nel 1954, Antonella Pizzo, vive a Ragusa. Scrive dal 2002. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari. Ha pubblicato il romanzo Di rosso smunto (Prospettiva Editrice, 2004) e sillogi sia in vernacolo che in lingua.

Nel 2005 è uscita per Lietocolle la raccolta A forza fui precipizio. Nel 2006 ha pubblicato con Fara Edizioni, Catasto ed altra specie, ed è stata giurato del concorso Pubblica con noi.

Sue poesie sono state pubblicate in riviste e rubriche on-line (tra cui Liberinversi, La costruzione del verso, Poiein e diverse altre) e in alcune antologie (tra cui Verso i bit: poesia e computer, Lietocolle, 2005 e Lo stormo bianco - Edizioni d’if, 2005). Gestisce il sito Poetienon, è tra i fondatori de L'Attenzione e fra i collaboratori de La poesia e lo spirito.

Alcune poesie dell'autrice

Uomini testa braccia gambe corpo fili
uomini scatola legata contenente
stanotte mi sono arrampicata
assieme ad altra gente
sul lobo stretto di un orecchio grande
salivamo uno davanti e gli altri a seguitare.

Nessuno sapeva dire come
come tornare indietro, come capire
e perché frotte di gente di diversa stirpe
ci veniva incontro e ci impediva il flusso.

- È questo l’inferno?

L’albergo in stile Luigi sedici
la porta e una chiave barocca
e nella stanza un comodino  pomposo
e nel comodino un cassetto dorato
e nel cassetto un santino merlettato
di un vescovo morto a novant’anni.

Monsignore - c’era scritto -
preghi per me che ho molto peccato.

La bambina dai tratti di zingara
era dietro un cancello.

- Sono senza madre -
disse al bambino che la portò via.

Gli adulti e piccoli saranno divisi?

Perché visiti la mia bocca?
I miei denti non erano marci.
Perché mi spezzi i molari e mi frantumi i canini?
Ora non potrò più mangiare.
Le mia labbra sono vuote
come incarto di caramelle
nella mia lingua un tubo incatramato
e tappeti di canapa nera sopra stesi.

[da "I morti non sono nervosi" - raccolta inedita]

Questo tempo, questa stagione cupa
che ci inganna con rappresentazioni
e che ci illude che tutto sia posto,
che il vento è quello solito, che soffia
ogni anno dal nord e che il libeccio
è sempre quello e uguale è lo scirocco.

Ma le folate mai sono uguali a sé stesse
quando con turbinii portano
mutamenti e il soffio furente rompe
la palizzata eretta ieri.

[da "A forza fui precipizio" - Lietocolle, 2005]



Allora restammo fermi
a guardare il nostro aereo fasullo
e, convinti, ci dicemmo che non poteva reggere:
non può volare per sempre un aereo di carta!

La razionalità distrugge i sogni,
disfa le ore e il tempo,
come le foglie l'autunno inoltrato
fanno precipitare gli aerei.

Aerei fittizi, costruiti con fantasie
che vorremmo volassero,
fino a raggiungere l'astro
a cui aspiriamo.

Le abitudini sono gli abbagli
gli inganni consueti
del nostro accidioso vivere
che lente, ci guastano.

Dove trovare il coraggio di volare?
E dove la nostra esatta rotta?

Dove il nostro tempo?

[da "A forza fui precipizio" - Lietocolle, 2005]



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categoria:poesie in vetrina 2007
sabato, 19 maggio 2007
POESIA IN VETRINA Un grano antico di Maria Luisa Spaziani, tratta da "I fasti dell'ortica", Mondadori Editore, e' la poesia in vetrina della settimana.

Un grano antico

LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANA Ho sangue etrusco nelle vene, e forse
sangue di nomadi dagli occhi a mandorla.
una trisnonna di mia madre un giorno
lasciò, si dice, la tribù sposando,
tre volte maledetta, un vignaiolo
                   di terre monferrine.

Dall’altra parte, aruspici esentati
dai casti voti. Aprivano il fumante
ventre delle pernici per estrarne
fasti e nefasti oroscopi. Volterra
rispondeva a Grosseto con segreti
triangoli nel cielo. Nel museo
di Chiusi dorme un’anfora, mi guardano
le iniziali confuse del mio nome.

Bel fiume lungo, fiume interminabile
che ci trasporta, noi, goccia su goccia.
Sento sopra le spalle quel tepore
di pianure d’Illiria e d’alto Lazio.
In me stormisce un grano antico, brillano
                              les neiges d’antan.

[da "I fasti dell’ortica" - Mondadori]

Maria Luisa Spaziani

Maria Luisa Spaziani
[da wikipedia.org] - Maria Luisa Spaziani nasce a Torino nel 1923, dopo aver fondato e diretto, non ancora ventenne, la rivista "Il Dado", ebbe cordialmente vicine figure anche di notevole importanza nel panorama di quegli anni, come Umberto Saba, si laurea in lingua e letteratura francese.

È del 1954 il debutto in poesia, con la raccolta "Le acque del sabato", antica e bellissima immagine ebraica per "poesia", appunto, come lei stessa ha poi detto. Seguiranno altre otto raccolte, un "romanzo popolare in versi" dedicato a Giovanna d'Arco, eroina e simulacro di oltre cinquant'anni di ininterrotta e costante attività letteraria, giornalistica e di ricerca.

Docente universitaria a Messina di Letteratura Francese dai primi anni Sessanta fino al decennio successivo, ha altresì effettuato numerose traduzioni, l'ultima delle quali è una raccolta di poesie
La luna è già alta - Spaziani Maria Luisa - Mondadoridi Marceline Desbordes Valmore. Presidente e fondatrice - nel 1978 - del Centro Internazionale Eugenio Montale, ora Universitas Montaliana, e del Premio Montale.

Ha scritto inoltre numerosi articoli apparsi su riviste e quotidiani, saggi critici ed una raccolta di racconti, La freccia (2000). Candidata al Premio Nobel per la letteratura nel 1990, 92 e 97. Vive attualmente a Roma.

Opere pricipali - Le acque del sabato, 1954 - Il gong , 1962 - Utilità della memoria, 1966 - L'occhio del ciclone, 1970 - Transito con catene, 1977 - Geometria del disordine, 1981 - La stella del libero arbitrio, - I fasti dell'ortica, 1996 - La traversata dell'oasi, 2002 - La freccia, 2000 - La luna è già alta, 2006. Giovanna d'Arco. Romanzo popolare in sei Canti in ottave e un Epilogo (1990).

• dal sito Rai Teche - Maria Luisa Spaziani legge La Castellana


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Poesia della settimana 20-2007
Poetilandia.com - La citta' dei nuovi autori - domenica 20 maggio 2007

 
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categoria:poesie in vetrina 2007
domenica, 13 maggio 2007
La poesia in vetrina Origami, di Caterina Bigazzi, poesia tratta da Nodo Sottile 4 a cura di V. Biagini e A. Sirotti, Crocetti Editore - 2004, è la poesia in vetrina della settimana.


LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAOrigami

Vince chi piega la luce
da farne origami;
e lo ammiri: si può.

Carta, quei fiori carnivori
diretti da dita veloci
e dimentico che s’aprono
a rischio di scelta
scricchiolano musica spinosa
e vorrei che la luce lasciasse
il suo angolo lineare
per dirsi curva perfetta,
insinuarmi nel cerchio
da sola: non posso.

Impermeabile strumento
fuori resto a dare il ritmo
agli ingranaggi; scivola
altrove il merito di figli.

Solo ha forma qualche
cosa che rischia di cadere.

Continueranno le mani
a piegare la carta
e incartare la luce,
a rilucere i muti origami
lì sul ciglio della buca.

[da "Nodo Sottile 4" a cura di V. Biagini e A. Sirotti - Crocetti Editore, 2004]

Caterina Bigazzi

L'AUTRICE
- Caterina Bigazzi è nata a Firenze il 12 aprile 1975. È laureata in Lettere Moderne con indirizzo storico-artistico. Lavora nella redazione di una casa editrice fiorentina, curando volumi di poesia e narrativa. Collabora con associazioni culturali e con la redazione della rivista di Poesia Comparata "Semicerchio". Segue e partecipa all'organizzazione di corsi di scrittura creativa.

Nel 2003 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, Servono Mani alle cose vive, con la casa editrice Prometheus di Milano; nell'anno successivo è stata tra i dieci giovani poeti scelti per l'antologia Nodo sottile 4 edita da Crocetti. Nel 2006 ha curato l'antologia poetica ScriVere X ScriVersi (femminile, trasversale) edita dalla casa editrice Masso Delle Fate di Signa. Sue poesie, suoi racconti e recensioni sono presenti in antologie e riviste letterarie.


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categoria:poesie in vetrina 2007
sabato, 05 maggio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAPaesaggio

L’oltraggio del silenzio si disperde
in quelle schegge celesti, ormai crollano
bestie amabili, l’immobile polla
cova un’assenza luminosa e il verde

gremisce i morti cortili: qui perde
il tempo la rancorosa corolla
dei suoni, adesso è fumo e vento, ampolla
da astri incendiata e raggi – si rinverde,

dirai, la lugubre estate di ceneri
e fanfare sotto l’uguale chioma
di profumi dementi a non curvare

il fruscio del suo dolcissimo idioma
che l’antica fronte di statue piene
d’ombra e d’occhi abbagliati, lance amare.

[da Rovine del cielo - Aryballos 55 - Crocetti Editore 2005 - Premio Mondello 2006]

Roberto Rossi Precerutti

L'AUTORE

Roberto Rossi Precerutti
Roberto Rossi Precerutti è nato l’8 giungo 1953 a Torino, dove vive, da famiglia lombardo - piemontese di antica origine (i Rossi dalla Manta, al cui ramo fiorentino appartenne Ernesto Rossi, insigne figura di antifascista, politico ed economista).

Per l’editore Crocetti ha curato Le più belle poesie di Stéphane Mallarmé (1994, collana Omicron 7) e Le più belle poesie di Arthur Rimbaud (1995, collana Omicron 10).

Ha pubblicato "Rovine del cielo" - Crocetti Editore; "Elogi di un disperso mattino" - Crocetti Editore; "Una meccanica celeste" - Crocetti Editore; "Stella del perdono" - Roberto Demarchi, Roberto Rossi Precerutti - Edizioni Angolo Manzoni.

Sulla rivista “Poesia” sono apparse sue traduzioni da Arnaut Daniel e altri trovatori, André Gide, Robert Desnos, Luis De Gòngora, Marguerite Yourcenar e altri.

Suoi inediti sono stati ospitati in “Nuovi Argomenti” e “Poesia”.


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