sabato, 28 aprile 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANA Fiori

C'è un'altra pelle all'interno della mia pelle
che riunisce al vostro tocco, un lago alla luce;
che slaccia la relativa memoria, la relativa lingua persa
nella vostra piccola lingua,
cancellandomi nella novità.

Nel momento stesso in cui il corpo pensa sa
conoscere i sensi,
questa seconda pelle continua a rispondergli.

Nella via - sedie del caffé abbandonate
sui terrazzi; bancarelle del mercato svuotate
della loro solida luce,
benché il selciato ancora respiri
uva e pesche dell'estate.
Come la luce di qualche cosa che si sviluppi
da questa terra nuovamente capovolta,
ogni parte di me si riunisce sotto il vostro tocco,
avvolga lo spostamento del mio vestito intorno ai nostri piccoli piedi,
la vostra camicia che torce fiori nei miei pugni.

[da The Weight of Oranges/Miner's Pond - McClelland & Stewart, Toronto, 1997]

Anne Michaels


Flowers

There's another skin inside my skin
that gathers to your touch, a lake to the light;
that looses its memory, its lost language
into your tongue,
erasing me into newness.

Just when the body thinks it knows
the ways of knowing itself,
this second skin continues to answer.

In the street - café chairs abandoned
on terraces; market stalls emptied
of their solid light,
though pavement still breathes
summer grapes and peaches.
Like the light of anything that grows
from this newly-turned earth,
every tip of me gathers under your touch,
wind wrapping my dress around our legs,
your shirt twisting to flowers in my fists.

[da The Weight of Oranges/Miner's Pond - McClelland & Stewart, Toronto, 1997]

Anne Michaels - Foto di David Laurence Anne Michaels

L'AUTRICE

Anne Michaels (Toronto, 1958), considerata fra i più originali talenti della narrativa di lingua inglese, si è affermata come autrice di poesia.

Il romanzo In fuga le ha meritato alcuni dei più importanti premi letterari anglosassoni del 1996-97, fra cui l'Orange Prize for Fiction, il Trillium Award e il Guardian Prize.

Anne Michaels vive a Toronto e insegna letteratura.

ALCUNE OPERE


Quello che la luce insegna - Anne Michaels - Giunti Editore In fuga - Anne Michaels - Giunti Editore
Quello che la luce insegna - Anne Michaels - Giunti Editore
In fuga - Anne Michaels - Giunti Editore

LE POESIE IN VETRINA DELLE SETTIMANE PRECEDENTI


postato da: Poetilandia alle ore 12:33 | Permalink | commenti
categoria:poesie in vetrina 2007
venerdì, 20 aprile 2007
Sto svanendo - Teresa Zuccaro

Uno strano rumore
Un tonfo sordo, lontano.
Poi l'impercettibile sensazione
Di aver perso un ricordo.

È caduto, e adesso
È lì per terra, rotto.
Sono io a otto anni,
mio padre mi tiene per mano.

È l'ultimo di tanti:
Fatti, cose, persone,
Sono tutti in frantumi, come vetro.

Teresa ZuccaroMe li lascio dietro correndo
Ma se scorgo appena un mio riflesso
Mi vedo scomparire piano piano.

[da Nodo Sottile 3, a cura di Vittorio Biagini e Andrea Sirotti, Crocetti Editore, Milano 2002]

Teresa Zuccaro

L'AUTRICE

[... Non ho mai dato molta importanza a ciò che scrivevo finché qualcun altro non mi ha suggerito che avrei dovuto. In seguito ho vinto qualche concorso, e ho conosciuto altre persone che coltivano questo interesse. In base alla mia personalissima e limitata esperienza, non vedo al momento l’esistenza di poetiche Al mondo. 9° Premio di poesia Diego Valeri. - Zuccaro Teresa - Sinopia Onlus Editoreo correnti tali da creare sodalizi poetici, né credo che possano agire in questo senso fattori esterni quali quello “generazionale”, penso piuttosto, e così è stato per me, che le amicizie nascano casualmente dall’incontro di sensibilità affini e dalla disponibilità al confronto ...]

Teresa Zuccaro è nata in Sicilia nel 1968, vive e lavora a Firenze. Ha pubblicato alcune poesie nell’antologia Nodo sottile 3, Crocetti, Milano 2002, e la raccolta Al mondo, inizialmente nel volume collettivo La coda della galassia, Fara, Sant’Arcangelo di Romagna, 2005, poi in versione autonoma e ampliata per Sinopia, Venezia, 2006.

Alcune poesie


Senza titolo

I piedi sono sulla riva del mare,
si fanno levigare come sassi,
accarezzare.

Le mani sono sporche,
invischiate nel fango
che hanno tentato di plasmare.

L’anima ha seguito le orecchie,
è annegata nell’abisso
di una musica nera.

Il cuore non si è mosso da casa:
Scandisce i secondi e guarda la porta
Che rimane chiusa.

La testa naviga a vista
Fra cumuli e cirri,
E non vuole tornare.

Sono a pezzi, tuttavia
Appaio intera, ebete e sorridente
Mentre cammino fra la folla
E faccio finta di niente

---

La stella polare

Devo cercare te
per sapere
il punto esatto in cui mi trovo.
Al buio il lago non mi riflette,
non capisco se sono troppo spessa
o trasparente.
La mia ricerca è paziente
e buca ogni strato d’atmosfera.
Di qui giù luccichi
come l’occhio di un bambino
ma da vicino sei nera d’ossidiana
ed io ti sto lontana,
dimentico l’opaco,
mi tengo solamente ciò che splende.


Tornando a galla

"Sarà coperto di pelo lucente, un dio
non gli insegnerò nemmeno una parola".
Da "Surfacing" di Margaret Atwood.

Sono nata incompleta, menomata,
la parte giusta rimasta sommersa,
assai poco funzionale
nella mia metà sbagliata.
Tentando di colmare la mancanza,
mi sono poi da me ripartorita.
La prima volta
ho dato vita a un maschio prepotente
che ha ucciso la madre per capriccio,
ed è impazzito.
La seconda volta
ho fatto una bambina prematura,
che non ero in grado di accudire,
destinata a morire trascurata.
Ora vivo con speranza un’altra attesa,
un luna crescente la mia pancia,
e da lì già guardo fuori attentamente
questo mondo fatto a pezzi, disunito .
Questa volta sarò tutta, sarò intera:
uovo, pesce, donna, uomo, animale, pianta.
Una specie antica, ma nuova, di creatura
che sta a galla per istinto, da sola.

---

L'anemone di mare

“Se devo subire
lo farò con coscienza”.

E lo fa per davvero
smettendo di nuotare
e cambiando il suo nome
in quello di un fiore.

Ora ondeggia sul suo stelo
senza opporre resistenza
le chiome offerte ai venti
alle correnti
che gli portano in dono
il mare intero.



LE POESIE IN VETRINA DELLE SETTIMANE PRECEDENTI


postato da: Poetilandia alle ore 19:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie in vetrina 2007
sabato, 14 aprile 2007
LA POESIA DELLA SETTIMANAC'è una finestra nella notte
con due sagome scure addormentate
brune come gli uccelli
il cui corpo indietreggia contro il cielo.

Scrivo con pazienza
all'eternità non credo
la lentezza mi viene dal silenzio
e da una libertà - invisibile -
che il Continente non conosce
l'isola di un pensiero che mi spinge
a restringere il tempo
a dargli spazio
inventando per quella lingua il suo deserto.

La parola si spacca come legno
come un legno crepita di lato
per metà fuoco
per metà abbandono.

[da Notti di pace occidentale - Donzelli, 1999]

Antonella Anedda

Antonella AneddaAntonella Anedda è nata e vive a Roma. Poetessa e traduttrice, collabora con diverse riviste. Nel '92 il suo esordio poetico con Residenze invernali (Crocetti), a cui sono seguiti un libro di prose e racconti, Cosa sono gli anni (Fazi, 1997), e una raccolta di traduzioni, Nomi distanti (Empiria 1998). Per l'editore Donzelli ha pubblicato le ultima due raccolte: Notti di pace occidentale (1999) e Il catalogo della gioia (2003). Esperta di lingua francese, ha inoltre curato la traduzione dei testi di Saint-John Perse e Jaccottet.

Alcune poesie

Aspetta che scenda la temuta notte, che scompaia
la luce dal crepuscolo, e ruoti
la terra sul suo asse.
Questa è la verità di questa sera incerta
sui cespugli di acacie e sulle case
questa è la sua misura - un acro di deserto.

Sopporta i tuoi pensieri dentro il buio
che avanzino in fitte di memoria.
Puoi schierarli fino a crinali di spavento
fissarli vacillare quando la pianura si oscura
attenderne il ritorno ora che il cane tace
e la mente si spegne
per un attimo forma senza male
anima del geranio
teso sulla ringhiera.

[da Notti di pace occidentale - Donzelli, 1999]





Non sono nobili le cose che nomino in poesia:
stanno sotto il palato, attente,
coscienti solo del caldo ignare della lingua.
Se ascoltano, sentono il moto, l’onda di un’eco
che porta rosse lettere, destini, e un turbine di voci
smarrite - come sempre - in ciò che è cupo e cavo.
Dunque di nuovo dico: alberi – anzi – platani
attirati dall’acqua e sostenuti ai bordi dalle pietre.
Questo sì è difficile: cantarne piano il miracolo
quel peso nella luce, quell’ombra
che s’incrocia col tempo
e divampa sull’odore del prato.
Tutto è corpo che l’anima raggiunge con ritardo
ma sfolgora l’autunno in un cantuccio
e la parola si forma con il ritmo che deve:
a grumi, a vuoti a scatti, dentro i secoli.
E non è la musica che dici, ma un rombo di stoviglie,
di grandine che batte contro i muri.

[da Il catalogo della gioia - Donzelli, 2003]


Prima di cena,
prima che le lampade scaldino i letti
e il fogliame degli alberi sia verde-buio
e la notte deserta.
Nel breve spazio del crepuscolo
passano intere sconosciute stagioni;
allora il cielo si carica di nubi,
di correnti che sollevano ceppi e rovi.
Contro i vetri della finestra
batte l’ombra di una misteriosa bufera.
L’acqua rovescia i cespugli,
le bestie barcollano sulle foglie bagnate.
L’ombra dei pini si abbatte sui pavimenti;
l’acqua è gelata, di foresta.
Il tempo sosta, dilegua.
Di colpo, nella quiete solenne dei viali,
nel vuoto delle fontane,
nei padiglioni illuminati per tutta la notte,
l’ospedale ha lo sfolgorio
di una pietroburghese residenza invernale.

Ci sarà un incubo peggiore
socchiuso tra i fogli dei giorni
non sbatterà nessuna porta
e i chiodi piantati all’inizio della vita
si piegheranno appena.
Ci sarà un assassino disteso sul ballatoio
il viso tra le lenzuola, l’arma posata di lato.
Lentamente si schiuderà la cucina
senza fragore di vetri infranti
nel silenzio del pomeriggio invernale.
Non sarà l’amarezza, né il rancore, solo
– per un attimo – le stoviglie
si faranno immense di splendore marino.

Allora occorrerà avvicinarsi, forse salire
là dove il futuro si restringe
alla mensola fitta di vasi
all’aria rovesciata del cortile
al volo senza slargo dell’oca,
con la malinconia del pattinatore notturno
che a un tratto conosce
il verso del corpo e del ghiaccio
voltarsi appena, andare.

[da Residenze invernali - Crocetti, 1992]



Pubblicazioni

Cosa sono gli anni. Saggi e racconti - Antonella Anedda - Fazi Notti di pace occidentale - Antonella Anedda - Donzelli Il catalogo della gioia - Antonella Anedda - Donzelli Editore
Dal balcone del corpo - Antonella Anedda - Mondadori, 2007
Cosa sono gli anni. Saggi e racconti - Fazi Editore
Notti di pace occidentale - Donzelli Editore
Il catalogo della gioia - Donzelli Editore
Dal balcone del corpo - Mondadori, 2007

LE POESIE IN VETRINA DELLE SETTIMANE PRECEDENTI


postato da: Poetilandia alle ore 00:44 | Permalink | commenti
categoria:poesie in vetrina 2007
sabato, 07 aprile 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANANel sonno

Nel sonno
in sogno (ma è sogno?)
ragionamenti (ma sono ragionamenti?)
calcoli (?)
del subconscio.

Come immagine
quella di lunghe rette
che collegano tra loro
punti nello spazio.

Ed è il fatto
di saper collegare questi punti
(questi concetti?)
distanti apparentemente estranei tra loro
che mi riempie nel sonno
di profondissima quiete.

[da "FRISBEES (Poesie da lanciare)" - Campanotto Editore, Udine 1994]

Giulia Niccolai

Giulia Niccolai
[da italiadonna.it] - Nata a Milano da madre americana e padre italiano, Giulia Niccolai, è sempre stata una poetessa bilingue. Non si sa molto della sua gioventù, ma sappiamo che ha vissuto sia in America che in Italia, e che ha iniziato la sua carriera come fotografa e giornalista. Durante tutta la sua vita ha viaggiato molto, e nonostante la sua educazione apolide, nel 1966, ha pubblicato il suo primo romanzo in italiano: Il grande angolo.

Nel 1967 Adriano e Maurizio Spatola fondano le Edizioni Geiger, che prendono il nome dalla prima antologia sperimentale pubblicata in quell'anno e registrata a Torino nel Marzo 1968 a nome di Maurizio Spatola. Nel marzo del 1971, Giulia, insieme ad Adriano Spatola, avviò e diresse la rivista di poesie Tam Tam, che nacque come filiazione della casa editrice Edizioni Geiger. Lei e Adriano divennero compagni di vita e di lavoro, vivendo insieme nella campagna di Parma, a Mulino di Bazzano. La prolifica collaborazione inaugurata dai due fu interrotta dalla loro separazione nel 1980.

Le due sponde - Niccolai Giulia - Archinto Editore Negli Anni '70 e '80, Giulia Niccolai continuò a pubblicare poesie ed a partecipare a molti incontri culturali internazionali, traducendo diverse opere dall'inglese in italiano, soprattutto i lavori della scrittrice Gertrude Stein, con il cui stile la Niccolai ha molte affinità.

A partire dalla metà degli Anni '80, la poetessa ha iniziato ad esplorare l'Oriente, andando spesso in Giappone ed avvicinandosi allo spiritualismo. Fino al 1997 risiedeva a Milano.

Esoterico biliardo - Niccolai Giulia - Archinto Editore
Ha pubblicato la raccolta di poesie visive Poema & Oggetto (Geiger, 1974), l'album di fotografie concettuali Facsimile (Tau/ma, 1976), la raccolta di poesie lineari e concrete Harry's Bar e altre poesie 1969-1980  (Feltrinelli, 1981; poesie in inglese Singsong for New Year's Adam & Eve  (Tam Tam, 1983), la cartella di grafica e poesia Lettera aperta  (Campanotto, 1983); Frisbees in facoltà (El Bagatt, 1984); Frisbees - poesie da lanciare (Campanotto, 1994, vincitore Premio "Feronia" 1995), il racconto Escursioni sulla via Emilia (Feltrinelli, 1986), un profilo di Gertrude Stein in Aa. Vv., Silhouettes, a cura di Alessandra Cenni (San Marco dei Giustiniani, 1985) e Stein come pietra miliare (Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, 1997). Alcuni frisbees  sono stati tradotti in tedesco e pubblicati in volume da Droschl Verlag (Graz, 1986), tradotti in americano, sono stati pubblicati nell'antologia Foresta ultra naturam (Invisible City, San Francisco & Los Angeles, 1989).

LE POESIE IN VETRINA DELLE SETTIMANE PRECEDENTI


postato da: Poetilandia alle ore 01:17 | Permalink | commenti
categoria:poesie in vetrina 2007
:: TORNA ::