I pini della Salaria - di Vittorio BodiniAttento. Ogni poesia
può esser l'ultima.
Le parole s'ammùtinano.
Comincia un insolito modo
con le cose di guardarsi
d'intendersi
scavalcando le parole
in una vile dolcezza.
Ahi, e avevo un cuore
che voleva abbaiare
tutte le notti
alla luna e alle pietre.
Sì, i cappellini d'edera
dei lampioni notturni,
le coppie che s'abbracciano
nelle macchine ferme...
Che posto troverò per voi
nella memoria,
per voi e per le colme cupole
che ammaìna Roma nell'ombra?
I pini della Salaria
non hanno pigne
da far scoppiare al fuoco,
pigne calde da mettere
nel cavo petto dei morti.
[da "Dopo la luna" 1952-1955]
Vittorio Bodini
- L'AUTORE -
[da www.otrantopoint.com] - Vittorio Bodini nasce a Bari il 6 gennaio del 1914 da genitori leccesi, ed ancora in fasce viene portato a Lecce. Appena adolescente inizia la propria attività letteraria ed aderisci al futurismo tanto da fondarne a diciotto anni un gruppo.Nel 1937 si trasferisce a Firenze dove si iscrive alla Facoltà di Filosofia. Qui entra in contatto con artisti tardo ermetisti come Luzi, BigongiariParronchi. In questo periodo scrive sette poesie. Bodini aderisce agli ideali di “Giustizia e libertà” al “Partito d’Azione” e a “Democrazia e lavoro”. La sua produzione letteraria risentirà dei suoi ideali socialisti.
e
Ottenuta la laurea torna a Lecce dove collabora con numerose riviste quali “Vedetta Mediterranea”, “Letteratura”. Entra a far parte del movimento “Giustizia e Libertà”. Comincia a pubblicare le sue prime poesie.Terminata la guerra va in Spagna dove trascorre quattro anni come lettore d’italiano. Rientrato in Italia ottiene la cattedra di Letteratura Spagnola presso l’Università di Bari. L’ultima parte della sua vita Bodini la trascorrerà a Roma ma non dimenticherà la sua terra natìa con la quale continuerà ad intrattenere rapporti.
Muore a Roma, il 19 dicembre 1970.
La produzione letteraria di Bodini non è molto ampia, infatti sono in tutto circa 90 le poesie scritte, ma la qualità di un’artista non si misura certo sulla quantità della sua produzione. E difatti il profilo letterario delle sue opere lo assurgono a personaggio di rilievo della poesia italiana del ‘900....
Tra i suoi scritti più famosi ricordiamo “La luna dei Borboni” ( 1952), “Dopo la luna” (1956), “Metamor” (1967) e “Poesie” (1972, opera postuma).
Ci piace chiudere con questi versi che racchiudono il rapporto intenso di Bodini con la sua terra:
«Qui non vorrei morire dove vivere
mi tocca, mio paese,
così sgradito da doverti amare;
lento piano dove la luce pare
di carne cruda
e il nespolo va e viene fra noi e l’inverno.
Pigro
come una mezzaluna nel sole di maggio,
la tazza del caffè, le parole perdute,
vivo ormai nelle cose che i miei occhi guardano:
divento ulivo e ruota di un lento carro,
siepe di fichi d’India, terra amara
dove cresce il tabacco.
Ma tu, mortale e torbida, così mia
così sola
dici che non è vero, che non è tutto.
Triste invidia di vivere, in tutta questa pianura
non c’è un ramo su cui tu voglia posarti ».























Antonio Sangervasio, è l'autore in vetrina del mese di febbraio 2007.
