sabato, 24 febbraio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAI pini della Salaria - di Vittorio Bodini

Attento. Ogni poesia
può esser l'ultima.
Le parole s'ammùtinano.
Comincia un insolito modo
con le cose di guardarsi
d'intendersi
scavalcando le parole
in una vile dolcezza.
Ahi, e avevo un cuore
che voleva abbaiare
tutte le notti
alla luna e alle pietre.

Sì, i cappellini d'edera
dei lampioni notturni,
le coppie che s'abbracciano
nelle macchine ferme...

Che posto troverò per voi
nella memoria,
per voi e per le colme cupole
che ammaìna Roma nell'ombra?

I pini della Salaria
non hanno pigne
da far scoppiare al fuoco,
pigne calde da mettere
nel cavo petto dei morti.

[da "Dopo la luna" 1952-1955]

Vittorio Bodini

- L'AUTORE -

La luna dei Borboni - Vittorio Bodini - Besa Edizioni
[da www.otrantopoint.com] - Vittorio Bodini nasce a Bari il 6 gennaio del 1914 da genitori leccesi, ed ancora in fasce viene portato a Lecce. Appena adolescente inizia la propria attività letteraria ed aderisci al futurismo tanto da fondarne a diciotto anni un gruppo.

Nel 1937 si trasferisce a Firenze dove si iscrive alla Facoltà di Filosofia. Qui entra in contatto con artisti tardo ermetisti come Luzi, BigongiariParronchi. In questo periodo scrive sette poesie. Bodini aderisce agli ideali di “Giustizia e libertà” al “Partito d’Azione” e a “Democrazia e lavoro”. La sua produzione letteraria risentirà dei suoi ideali socialisti.

e
Poesie - Vittorio Bodini - Besa Edizioni Ottenuta la laurea torna a Lecce dove collabora con numerose riviste quali “Vedetta Mediterranea”, “Letteratura”. Entra a far parte del movimento “Giustizia e Libertà”. Comincia a pubblicare le sue prime poesie.

Terminata la guerra va in Spagna dove trascorre quattro anni come lettore d’italiano. Rientrato in Italia ottiene la cattedra di Letteratura Spagnola presso l’Università di Bari. L’ultima parte della sua vita Bodini la trascorrerà a Roma ma non dimenticherà la sua terra natìa con la quale continuerà ad intrattenere rapporti.

Muore a Roma, il 19 dicembre 1970.

Barocco del Sud - Vittorio Bodini - Besa Edizioni
La produzione letteraria di Bodini non è molto ampia, infatti sono in tutto circa 90 le poesie scritte, ma la qualità di un’artista non si misura certo sulla quantità della sua produzione. E difatti il profilo letterario delle sue opere lo assurgono a personaggio di rilievo della poesia italiana del ‘900.
...
Tra i suoi scritti più famosi ricordiamo “La luna dei Borboni” ( 1952), “Dopo la luna” (1956), “Metamor” (1967) e “Poesie” (1972, opera postuma).

Ci piace chiudere con questi versi che racchiudono il rapporto intenso di Bodini con la sua terra:

«Qui non vorrei morire dove vivere
mi tocca, mio paese,
così sgradito da doverti amare;
lento piano dove la luce pare
di carne cruda
e il nespolo va e viene fra noi e l’inverno.

Pigro
come una mezzaluna nel sole di maggio,
la tazza del caffè, le parole perdute,
vivo ormai nelle cose che i miei occhi guardano:
divento ulivo e ruota di un lento carro,
siepe di fichi d’India, terra amara
dove cresce il tabacco.
Ma tu, mortale e torbida, così mia
così sola
dici che non è vero, che non è tutto.

Triste invidia di vivere, in tutta questa pianura
non c’è un ramo su cui tu voglia posarti
».



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sabato, 17 febbraio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANATi rubarono a noi come una spiga - di Rocco Scotellaro

[per un giovane amico assassinato]

Vide la morte con gli occhi e disse:
Non mi lasciate morire
con la testa sull'argine
della rotabile bianca.
Non passano che corriere
veloci e traini lenti
ed autocarri pieni di carbone.

Non mi lasciate con la testa
sull'argine recisa da una falce.
Non lasciatemi la notte
con una coperta sugli occhi
tra due carabinieri
che montano di guardia.

Non so chi m'ha ucciso
portatemi a casa,
i contadini come me
si ritirano in fila nelle squadre
portatemi sul letto
dov'è morta mia madre.
O mettetevi qui attorno a ballare
e succhiate una goccia del mio sangue
di me vi farà dimenticare.

Lungo è aspettare l'aurora e la legge
domani anche il gregge
fuggirà questo pascolo bagnato.
E la mia testa la vedrete, un sasso
rotolare nelle notti
per la cinta delle macchie.

Così la morte ci fa nemici!
Così una falce taglia netto!
(Che male vi ho fatto?)

Ci faremo scambievole paura.
Nel tempo che il grano matura
al ronzare di questi rami
avremmo cantato, amici, insieme.
E il vecchio mio padre
non si taglierà le vene
a mietere da solo
i campi di avena?

Rocco Scotellaro

L'AUTORE

Rocco Scotellaro
Rocco Scotellaro
[da basilicata.cc] - Rocco Scotellaro figlio di padre ciabattino e madre casalinga nacque a Tricarico (MT) il 19 aprile 1923. A dodici anni si trasferì per motivi di studio a Sicignano degli Alburni e poi, con alterne vicende, a Cava dei Tirreni, Matera, Roma, Potenza, Trento e Tivoli.

Nei primi anni quaranta si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza di Roma. Ritornò a Tricarico dopo la morte del padre e continuò gli studi presso l'università di Bari. Aderì al partito socialista italiano e a soli ventitreanni fu eletto Sindaco e quindi Presidente dell'ospedale civile del Comune di Tricarico.

L'uva puttanella. Contadini del Sud - Rocco Scotellaro - Laterza I non colti ma saggi suggerimenti del padre gli consentirono di intuire, fin dall'adolescenza, il dramma dei "cafoni" ovvero la disumana condizione sociale dei braccianti soggiogati dal prepotere della classe padronale, condizione questa che Egli stesso definì "schiavitù contadina".

Come il padre anche Lui conobbe il carcere per presunto reato di concussione, in realtà l'accusa altro non era se non l'epilogo di un sottile intrigo politico. Nel marzo del 1950 fu prosciolto dal reato ascritto ed assolto con formula piena per non aver commesso il fatto.

Poeta puro, autentico è ancor oggi considerato il più genuino e forse il primo simbolo poetico nella civiltà contadina. Il canto di Scotellaro ha il volto di un bimbo ribelle che piange sconsolato innanzi a coloro che gli han tolto ciò che gli spetta.

Sia in vita che post-mortem Gli sono stati attribuiti premi e riconoscimenti letterari, fra i tanti meritano particolare citazione il Premio S. Pellegrino ed il Premio Viareggio entrambi del 1954.
Sono molti i suoi testi tradotti e pubblicati in antologie straniere.

Tutte le poesie. 1940-1953 - Rocco Scotellaro - Mondadori
Della poesia scotellariana si sono interessati molti dei più autorevoli esponenti della cultura letteraria del II novecento italiano. Due di questi meritano una particolare citazione perché oltre al sostegno morale ed intellettuale seppero offrire al giovane poeta di Tricarico il dono dell'amicizia: Manlio Rossi Doria e Carlo Levi.

Le opere più significative del poeta lucano:
È fatto giorno - Edizione Mondadori, 1954
Contadini del sud - Edizione Laterza, 1954
L'Uva puttanella - Edizione Laterza, 1955
Margherite e risolacci - Edizione Mondadori, 1978

Altri scritti ed appunti vari inediti sono andati probabilmente smarriti.



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sabato, 10 febbraio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAIl giudizio universale - di Giacomo Noventa

Cô no’ ghe sarà più stele nel çiel,
E anca el sol sparirà
Ne la luse de Dio,

Quando i morti dal mar tornarà,
E da l’inferno e dal çiel,

Quando i angeli ne ciamarà
Al Giudizio de Dio,
E nissun,
Né i re de la tera e i so servidori,
Çercarà più de sconderse,

Quando el tempo se misurarà
Col tempo dei morti,

Quando Dio lezarà nel gran libro,
E nei nostri libreti,
Quel, che par esser fati a so imagine,
E prisonieri del tempo,
Se gà vùo da penar,

Una vose ne arivarà
Dal coro dei angeli:
«Lassé che i boni me vegna viçin,
Cussì viçin, come i gera vivendo.
E i cativi... un fià più in là


Dio, tuti, el ne graziarà.

                            [Traduzione]

Il giudizio universale

Quando non ci saranno più stelle nel cielo,
E anche il sole sparirà
Nella luce di Dio,

Quando i morti dal mare torneranno,
E dall’inferno e dal cielo,

Quando gli angeli ci chiameranno
Al Giudizio di Dio,
E nessuno,
Nemmeno i re della terra e i loro servitori,
Cercherà più di nascondersi,

Quando il tempo si misurerà
Col tempo dei morti,

Quando Dio leggerà nel gran libro,
E nei nostri libricini,
Quello, che per esser fatti a sua immagine,
E prigionieri del tempo,
Si è avuto da soffrire,

Una voce ci giungerà
Dal coro degli angeli:
«Lasciate che i buoni mi vengano vicino,
Così vicino, come lo erano vivendo.
E i cattivi... un poco più in là.
»

Dio, tutti quanti, ci grazierà.

[da Versi e poesie, Marsilio, 1996]

L'AUTORE

Giacomo Noventa, pseudonimo di Giacomo Ca' Zorzi, poeta e saggista nato a Noventa di Piave nel 1898 e morto a Milano il 4 luglio 1960.

Noventa compì gli studi universitari a Torino e presto venne in contatto con Piero Gobetti e altri scrittori. Proseguì gli studi in Germania e dopo aver soggiornato per un po' di tempo all'estero, si trasferì a Firenze e insieme ad Alberto Carroci fondò la rivista "La Riforma letteraria" (1936-1939) che si connotò subito come una rivista fortemente polemica contro la cultura del tempo.

Poco prima di morire, Giacomo Noventa, detta all’amico Aldo Garosci questi versi:

«E così ce ne andremo perdendo a una a una
anche le parole più care, ed arrivando
fino a Dio con carte bianche, ma forse
con visi più sereni: mon lecteur, mon frère


ALCUNE OPERE


Versi e poesie - Giacomo Noventa - Marsilio, 1996
Versi e poesie - Giacomo Noventa - Marsilio, 1996
"L'amore e la passione civile, la nostalgia dei luoghi e dei tempi, la presenza ovunque di una persona e di una sofferenza o gioia umana, l'armonia del canto, la disarmatezza della poesia che nulla ambisce d'essere se non la propria disarmata semplicità, erano i temi e i valori che la lezione di Noventa mi riportò e che la sua stessa persona mi portava". [Giovanni Giudici]
Nulla di nuovo e altri scritti (1934-1939), Marsilio, 1987;  Il grande amore e altri scritti (1939-1948), Marsilio, 1988;  Dio è con noi e altri scritti (1947-1960), Marsilio, 1989; Il castogallo e altri scritti (1922-1959), Marsilio, 1990.

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sabato, 03 febbraio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANA Fotografia - di Paolo Ruffilli

Di me, che vengo
a me più grande
e più lontano,
l’immagine che
avanza dallo specchio
di un vecchio armadio,
nell’anta che si
apre piano piano.
Con una mano tesa
a fare, forse, da
difesa e, l’altra,
stretta alla maglietta
nell’atto emerso
di coprirci il viso.

È che restavo
ignoto, nel complesso,
nel senso del ritratto
e del contorno
che si era lì riflesso.
Distratto per l’inverso
da me stesso
nel mio apparirmi
di colpo più preciso,
perso nel chiuso
nei punti dell’oggetto.

Preparativi per la partenza - Paolo Ruffilli - Marsilio
E, oggi, ancora
cogliendomi diviso
da quello che mi penso
non mi vedo,
né giovane né vecchio
non so se bello o brutto.
Mi avverto come ingombro
oppure mi scompaio
quasi del tutto.

[da "Camera oscura" (Garzanti, Milano, 1992; 3a ed. 1996)]



 da Fahrenheit
 Clicca qui per ascoltare la poesia in vetrina della settimana.

Paolo RuffilliL'AUTORE

Paolo Ruffilli è nato a Rieti nel 1949, ma è originario di Forlì. Si è laureato in lettere presso l’università di Bologna.

Da più di vent’anni, collabora alle pagine culturali de "Il Resto del Carlino". Vive a Treviso dal 1972. Fa il consulente editoriale. Dirige la collana di poesia delle Edizioni del Leone di Venezia.

OPERE

Poesia

    La Quercia delle gazze (Forum, Forlì, 1972; 2 ed. 1974);
    Quattro quarti di luna (Forum, Forlì, 1974; 2 ed. 1976);
    Notizie dalle Esperidi (Forum, Forlì, 1976);
    Piccola colazione (Garzanti, Milano, 1987; 3 ed. 1996; American Poetry Prize);
    Diario di Normandia (Amadeus, Montebelluna, 1990; Premio Montale);
    Camera oscura (Garzanti, Milano, 1992; 3 ed. 1996);
    Nuvole (con foto di F. Roiter; Vianello, Ponzano, 1995).
    La gioia e il lutto ( Marsilio, Venezia 2001, Prix Européen)

Il sito di Paolo Ruffilli
Narrativa

Preparativi per la partenza (Marsilio, Venezia, 2003).

Saggistica

Vita di Ippolito Nievo (Camunia, Milano, 1991);
Vita amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni (Camunia, Milano, 1993).

Curatele

Compton-Burnett, Fratelli e sorelle, Garzanti, Milano, 1982;
Sterne-Foscolo, Viaggio sentimentale, Garzanti, Milano, 1983 (con M. Bulgheroni);
    G. Leopardi, Operette morali, Garzanti, Milano, 1984;
    I. Nievo, Confessioni d’un italiano, Garzanti, Milano, 1984;
    W. Morris, Notizie da nessun luogo, Garzanti, Milano, 1984;
    I. Nievo, Il barone di Nicastro, Studio Tesi, Pordenone, 1987;
    C. Dickens, Tempi difficili, Rizzoli, Milano, 1990;
    G.C. Abba, Da Quarto al Volturno, Garzanti, Milano, 1991;
    R.M. Rilke, Elegie Duinesi e quattro Requiem, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1991;
    C. Bronte, Jane Eyre, Garzanti, Milano, 1993;
    D.H. Lawrence, L’amante di Lady Chatterley, Garzanti, Milano, 1994;
    G. Eliot, La bella storia di Silas Marner, Rizzoli, Milano, 1995;
    E. Bronte, Cime tempestose, Garzanti, Milano, 1996;
    Antologia di scrittori garibaldini, Mondadori, Milano, 1996;
    W.W. Collins, La donna in bianco, Fazi, Roma, 1996.
    J. Wassermann, Il caso Maurizius (Fazi, Roma 2001)

Traduzioni

    K. Gilbran, Il profeta, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1989;
    R. Tagore, Gitanjali, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1993;
    La Musa Celeste:un secolo di poesia inglese da Shakespeare a Milton, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1999;
    La regola celeste del Tao, Rizzoli, Milano, 2004.


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giovedì, 01 febbraio 2007
Antonio Sangervasio è l'autore in vetrina del mese di febbraio 2007L'AUTORE IN VETRINA DEL MESE DI FEBBRAIO 2007Antonio Sangervasio, è l'autore in vetrina del mese di febbraio 2007.

Nato a Roma il 10 Settembre 1970, attualmente lavora come tecnico di laboratorio presso la Galileo Avionica, ma da sempre scrive poesie per passione.

Ha iniziato scrivendo rime per gli amici, per gioco; si diletta a comporre piccole rime per Radio Italia Network, prima, e per Play Radio, adesso, con Stefano Gallarini.

Le sue poesie hanno una musicalità che si richiama al ritmo incisivo della musica con un sapiente e particolare uso dell’allitterazione al fine di ricreare il suono ossessivo e incessante di un fiume in piena.

La necessità di scrivere ciò che sente dentro gli nasce spontanea dall’animo, “... soprattutto quando sono solo ...”, come lui stesso dichiara. “... in quei momenti la mia mano diventa un fiume in piena e scrivo, perché ne sento il bisogno. Gli stati d’animo appaiono e scompaiono, con improvvisa velocità, e lì avverto la necessità di scrivere. E so che questa voglia non mi abbandonerà mai ...” (concorso Mentana rivista nomentanum).

Ha pubblicato alcune poesie sul mensile "Amicizia" di Roma, "Poeti e Poesia" di Roma,  "Nomentanum", "Le nuvole" di Napoli, "La voce del nord est" e su diversi siti internet.

Partecipa alla trasmissione "POETI E POESIA" sulla emittente laziale "TELEVITA" come ospite di poesia.

Da sempre attratto dalla poesia e grazie alle insistenze di un'amica, a febbraio del 2005 partecipa ad un concorso nazionale di poesia inedita e vince il primo premio assoluto.

---
 
ATTIVITÀ LETTERARIA

- Primo classificato ai seguenti Concorsi Letterari: OMNES ARTES Mentana 2005; HABERE ARTEM Guidonia 2005: L'UOMO E IL MARE Imperia 2006; ASSOCIAZIONE CHIESE STORICHE Palermo 2006; Concorso FALCO DI Savona 2006; Concorso STESICORO Reggio calabria 2006.
- Secondo
classificato ai seguenti Concorsi Letterari: FIORI DI CAMPO 2005 Landriano Pavia; L'ACQUA 2006 ed. Farnedi Cesena; POESIE IN CORNICE tappa Gugliano di Campania.
- Terzo
classificato al seguente Concorso Letterario: IRENE SPARAGNA Latina 2006.
- Quarto
classificato ai seguenti Concorsi Letterari: ERMELLINO Salerno 2006; LA VOLPE ROSSA 2006 Roma.
- Quinto
classificato al seguente Concorso Letterario: LE NUVOLE PETER RUSSELL Napoli 2006.
- Sesto
classificato al seguente Concorso Letterario: POETI DELL'ADDA Milano 2006.
- Settimo
classificato al seguente Concorso Letterario: CERDA 2006 Palermo.
- Ottavo
classificato ai seguenti Concorsi Letterari: CERDA 2005 Palermo; S.VINCENZO Tivoli 2006; AMA ROSSELLA Roma 2006.
- Nono
classificato ai seguenti Concorsi Letterari:
DE BELLIS Bari 2006; DUEERRE Ragusa 2006.

- Menzioni speciali di merito ai seguenti Concorsi Letterari: IL FUOCO Roma 2005; I COLORI Cesena 2005; PANZA Isola d'Ischia 2006; MISILMERI Palermo 2006; MENZIANA Roma 2006; INSIEME NEL MONDO Savona 2006; AMICO ROM Lanciano 2006; DECATHLON Torino 2006; IN CERCA DI POESIA Roma 2006; OTTAVIO NIPOTI Pavia 2006; GRANELLI DI PAROLE Messina 2006; CALICANTUS POESIA EDITA LIBRO Messina 2007.

- Segnalazioni e finali ai seguenti Concorsi Letterari: POETI DEL LAZIO 2005; IL FARO Brindisi 2005; POESIE IN CORNICE 2006; CALICANTUS Messina 2006.

RADIO

- Collaborazione con Radio Italia Network, prima, ed ora con Play Radio come poeta in rima con Stefano Gallarini 2003-2006.
- Collaborazione con Radio Flash, trasmissione
ilbelloelabestia.it Roma 2006.
- Intervista Radio Flash, trasmissione poesia 2005, "il naufragar m'è dolce".

PUBBLICAZIONI

Antonio Sangervasio - Battiti primordiali - Il Filo Edizioni Autore: Antonio Sangervasio
Titolo: Battiti primordiali
Editore: Il Filo Edizioni
Collana: Nuove Voci
Prezzo: Euro 12,00 - Pag. 74
ISBN: 88-7842-201-0
Per acquistare il libro è sufficiente inviare una mail di richiesta all'indirizzo
ordini[at]ilfiloonline.it

[dalla prefazione]
La poesia di Antonio Sangervasio trae ispirazione dalla Natura e dalla sua forza, distruttrice e vivificatrice allo stesso tempo. Come un suo elemento il poeta, l’uomo, si unisce ad essa, ne diventa parte e subisce e vive le sue trasformazioni, i suoi squarci improvvisi. E proprio come squarci improvvisi si aprono le liriche di Battiti primordiali: brevi, frammentari, i suoi versi creano continue sinestesie tra gli uomini e ciò che li circonda, come a stabilire rapporti causali tra loro, come se si implicassero a vicenda, intimamente legati, quasi avvinti l’uno all’altro. […] Il silenzio, la contemplazione di sé e dell’altro da sé: sembra che l’uomo possa conoscersi e riconoscersi solo nel confronto con la realtà circostante, con altri sistemi di vita, con realtà diverse dalla propria. […] Le assonanze frequenti, la ricerca metrica, la leggerezza del settenario, conferiscono alle poesie di questa silloge un suono, una musicalità tutta interna: battiti primordiali, appunto, ritmi continui e incessanti, scorrere sincopato delle parole, del tempo, della vita.

Antonio Sangervasio - Amnesie rivelate - Edizioni I Fiori di Campo Autore: Antonio Sangervasio
Titolo: Amnesie rivelate
Editore: Edizioni I Fiori di Campo
Collana: I Fiordalisi
Prezzo: € 5.50 - Pag. 32 - 14x20.5
ISBN: 88-7350-277-6

[dalla prefazione]

Una poesia che manifesta urgenze espressive moderne e d'impatto. Amnesia, come vuoto di ricordi. Ma anche come bisogno di sapere, riempiendo vuoti di conoscenza, in una costante e precaria ricerca di orme rese invisibili dalla foschia. "In quei momenti la mia mano diventa un fiume in piena e scrivo, perchè ne sento il bisogno. Gli stati d'animo appaiono e scompaiono, con improvvisa velocità, e lì avverto la necessità di scrivere. E so che questa voglia non mi abbandonerà mai".
Con "Amnesie rivelate" ha ottenuto la vittoria nel concorso I FIORI DI CAMPO 2005 ed I FIORI DI CAMPO Landriano (PV).

ANTOLOGIE

Presente in 64 antologie nazionali.

COLLABORAZIONE SITI E RIVISTE


- Redattore del sito millestorie.it
- Collaboratore del sito fuscapoesia.it
- Redattore del sito irenesparagna.it
- Redattore del mensile online culturale STRAVAGARIO EMOZIONALE

TV

Partecipazione alla trasmissione "POETI E POESIA", dic 2005, su Televita Roma

RIVISTE

Suoi testi sono presenti nelle seguenti riviste: Poeti e poesia; Nomentanum; La voce del nordest romano; Ennepilibri poesia in notes; Club dei poeti.

Alcune poesie:


 
il blocco delle immagini

E' giusto cosi'.
Meritato riposo
senza paura del risveglio.
Brividi inconsci reminescenti.
Di sogni notturni.
Svanisci a fumetti.
Ancora
parlami di te
e di questa fiaba,
che è sogno di perla
e madre di fato.
Non andare ,appari.
Ancora cosi'
intatta,
domattina
e limpida come il mare del corallo.


e mille stelle

Limpida di tramontana
esci fuori.
La città sorretta
da fili di natale,
diventa avorio.
fiori vergognosi
sono muti
spettatori
ed i colori
che saltellano nel buio.
Docile sospesa
e solo questione di ore
e poi cadranno
questa notte
e queste stelle.


vortici

Spirali
rotanti
sospese.
Infranti i cristalli del cielo.
Lampi continui
mutanti
recidono il tempo
e la mente.
Rinasce la luce
dal niente.
Luci su noi.
Il suono sonante
soave di lacrime tue.
Musica appare di dolci
cascate.

[da Amnesie rivelate - Edizioni I Fiori di Campo]


 
il viaggio dei poeti

Il poeta non viaggia nei luoghi,
il poeta è gia’ nei luoghi.
Il viaggio lo ha gia’ vissuto,
il poeta in fuga
ha strappato mille mondi,
i dettagli li ha già ingranditi,
oppure li ha ridotti a graziose miniature.
E’ già un qualcosa valorizzare il mondo fuori,
secolarizzare i valori della vita.
Il viaggio della storia si ripropone perenne,
con le stesse ombre e giochi di luce,
come una mattina in treno.
La religione li fa attraversare
Tutti gli strati fino al Dio Cuore.
Il poeta cerca nei luoghi,
in via d’estinzione,senza propagande alcune.
Osserva le alternanze di comparse e dissolvenze,
fluttuazioni del corpo
oltre che della mente.
La poesia è il luogo che si pensa
Non arrivi,
senza una meta.
L’unica strada che un poeta
Vuol scoprire,
è quella dove si insegna
il linguaggio universale dei bisogni.


percorsi del cuore

Non ho piu' niente da dare,
dopo che ti ho donato il mare,
dopo che questo zucchero l'ho tramutato in sale,
Dopo che i nostri sogni
azzurro cielo,
si trasformano in alveare.
Dopo che a mani nude
scarnifico al mazzo
i fiori del male.
Dopo le stagioni dell'amore.
Dopo che il freddo
diviene sudore.
Dopo il silenzio
del conto delle ore.
Dopo che per te
mistifico il destino,
soltanto con l'idea
di averti, sorridente,vicino.




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