sabato, 27 gennaio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANASe questo è un uomo - di Primo Levi

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato.

Vi comando queste parole,
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa, andando per via,
coricandovi, alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

[da "Se questo è un uomo" - De Silva, 1947]

Primo Levi


[da Wikipedia.org - Primo Levi]

Primo Levi Al ritorno in Italia, Levi, scrisse Se questo è un uomo di getto, con l'incubo di non essere creduto. Infatti nel clima di ricostruzione del dopoguerra non c'era la volontà di riaffacciarsi sull'orrore appena terminato e nel 1947 l'editore Einaudi rifiutò il manoscritto. Levi riuscì a trovare un editore, De Silva, che ne stampò appena duemilacinquecento copie, di cui soltanto millecinquecento vendute, soprattutto a Torino, nonostante la buona recensione di Italo Calvino su L'Unità.

Levi, convinto del suo fallimento come scrittore, si dedicò con impegno alla sola professione di chimico per quasi dieci anni, lavorando per per una ditta di Settimo Torinese che produceva vernici. Nel 1956, a una mostra, trovò finalmente in un gruppo di ragazzi gli ascoltatori attenti che gli erano mancati e riprese coraggio. Questa volta Einaudi decise di pubblicare il libro, che da allora fu ristampato e tradotto in molte lingue del mondo (compreso il tedesco). Riprese a scrivere e la Einaudi pubblicò tutti i suoi lavori, che incominciarono ad ottenere riconoscimenti in Italia e all'estero: La tregua vinse la prima edizione del Premio Campiello, nel 1963. Nel 1979 il romanzo La chiave a stella vinse il Premio Strega, mentre nel 1982 Se non ora, quando il Premio Viareggio.

Nel 1997, a dieci anni dalla scomparsa, il regista Francesco Rosi ha tratto dal romanzo La tregua un film interpretato dall'americano John Turturro.

Alla festa del Cinema di Roma dell'ottobre 2006 è stato presentato il documentario "La strada di Levi". Il film di Davide Ferrario e Marco Belpoliti ripercorre ai nostri giorni l'avventuroso itinerario compiuto da Levi durante il ritorno dal Lager. Filo conduttore del documentario sono le citazioni tratte da "La tregua".

Opere di Primo Levi

Se questo è un uomo (1947)
La tregua (1963)
Storie naturali (1966) racconti, sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila
Vizio di forma (1971) racconti
Lilìt e altri racconti (1971) racconti
Il sistema periodico (1975) racconti
La chiave a stella (1978) romanzo
La ricerca delle radici (1981) antologia personale
Se non ora, quando? (1982) romanzo
traduzione de Il processo di Franz Kafka (1983)
Ad ora incerta (1984) raccolta di poesie
L'altrui mestiere (1985) opera saggistica
I sommersi e i salvati (1986) opera saggistica
Conversazioni e interviste 1963-1987 (1997) (postumo)
L'ultimo natale di guerra (a cura di Marco Belpoliti) (2000) (postumo) racconti


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sabato, 20 gennaio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANALuna di gennaio

(ma ero là, sbronza, parlavo nel telefono)
e il brulicare amaro del sangue sulla lama
e la sterile luna nuova dietro le doppie vetrate
e l’acqua che s’avvicina dallo specchio in cui le immagini decrescono
e l’acquatica fecondità dell’Uovo-morte
e l’acquaio dove si squamano i pesci
e i cigni teneri della carne che è spoliazione (cito da Mallarmé)
(“Non so, Valeria, adesso non ho tempo”;)
il tempo irredimibile e il tempo purificato (alla danza sterile del fuoco)
il tempo di redimere il sangue di bruciare il sangue
il tempo di raccogliere la cenere prima che s’alzi il vento

                    Luna di biacca che si scalcina
                    tacita luna di neve (cito da Leopardi)
Cataloghi, spartiti per il pifferaio di Hamelin, parabole, discanti e incanti, 1981 - Genesi Editrice Torino luna lunella lunicina granchiolo e lumachina luna retrattile
                    rettile lemure che penzola dal ramo
dietro il ramo scivola luna di gennaio luna fossile
                    e labile labile
cigola nei giorni              70 volte 7
Lune la fune                   secante
Marte le scarpe                consumata
Mercole le nespole           sgusciata
Giove le uova                 fecondante
Venere la cenere              profanatrice
Sabato l’abito                  tessitrice
Festa la cesta                   vendemmiante
        Iside Iside x y il seme di Iside
e l’occhio liquido x y acqua di luna guscio d’uovo forato
xy sacco amniotico xy asfodeli incognite
[il prodotto F(a). F(b), nell’equazione data, risulta negativo]
        e le carni bianche del cervo, come dalie
là tra le mani pendule di Ecate, mani di formalina
[ancora: il prodotto F(a). F(b), nell’equazione data, risulta negativo]
            Iside Iside aborto abbandonato nella cantina buia
                    occhio cimurroso del cane
            la ghiaia chiara e fredda nel cortile, il muschio crudo della notte
                    umida
E bacherozzoli, bacherozzoli

[da Cataloghi, spartiti per il pifferaio di Hamelin, parabole, discanti e incanti - 1981]

Valeria Rossella

L'AUTRICE

Valeria Rossella è nata nel 1954 a Torino, dove vive. Ha pubblicato i libri di versi
Cataloghi, spartiti per il pifferaio di Hamelin, parabole, discanti e incanti (Genesi 1981), L’usignolo meccanico (Edizioni del Leone 1991), L’anima del violino (Galleria Pegaso 1996), Il luminario (Crocetti Editore, 2003).

Studiosa di lingua e letteratura polacca, ha tradotto una scelta delle lettere di Chopin (Il Quadrante 1986) e per la Fondazione Piazzolla di Roma un’antologia di Czeslaw Milosz (La fodera del mondo, 1986). Collabora con varie riviste culturali.

Alcune poesie:

Il luminaio - Crocetti Editore, 2003
Mormora nel Tevere l’acqua
ferrigna del Po. Basta che un remo
la smuova perché salga dal fondo
l’otto “Arzigogolo” che vinse la regata
a Aix-les-Bains nel ’24, con mio nonno.
E prima che il tonfo di un sasso li
confonda
io li ho portati qui, in questo fiume
di suono puro, di pura armonia.

[da Il luminaio - Crocetti Editore, 2003]

Stazioni

ah quei cancelli, quelle teste di santi
che la polvere ricopre sui portali delle chiese,
quelle scalinate e quelle tuniche di pietra
corrose dal guano degli uccelli!
Perché attraverso una fiamma
che non bruciando tramuta
vedo una folla passare scalza
e a capo nudo, nella stagione fredda,
con vecchie valigie legate con lo spago?
Chiamo mio nonno e non risponde
col distintivo di mutilato della Grande Guerra
sul bavero, vorrebbe sedersi ma una guardia
lo spinge avanti con il lungo becco.
Ed eccoli, trasparenti e tremanti
nella valle di Giosafat. Scaldati
dai miti musi degli asinelli spariti.
Li vedo, psychai: volitanti farfalle oltre –
come nel cielo diurno
vedo nuotare, segrete crisalidi, le stelle.
Perché coloro che amarono fortemente
furono perduti?

[da Il luminaio - Crocetti Editore, 2003]



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sabato, 13 gennaio 2007
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Un anno in eBook Antologia Poetica Giugno 2006
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Un anno in eBook Antologia Poetica Maggio 2006
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Anni di vento (Poesie) - Enrico Besso Copyright © 2006 Poetilandia.it Tutti i diritti riservati. È vietata ogni riproduzione, anche parziale. Stampato c/o Lulu Press Collana Pagine Autori – Poetilandia.it enrico.besso@alice.it - http://www.poetilandia.it/
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Il peso del cielo
...Il peso del cielo, di questo cielo che a volte opprime e a volte santifica il nostro quotidiano vivere, ben si identifica nell'opera poetica di Donatella Maino, che sotto a questo peso del cielo vive e sogna e come rondine addomesticata continua ancora a credere e sperare in questo peso del cielo ... [Enrico Besso]
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MATER DOLCISSIMA
Antologia dell'Iniziativa Letteraria in eBook "Mater Dolcissima" - Autori vari - Copyright © 2006 Poetilandia - Realizzazione eBook © 2006 Poetilandia - Tutti i diritti riservati. È vietata ogni riproduzione, anche parziale.
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Padre, se anche tu non fossi ...
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sabato, 13 gennaio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAUn signor X

Il signor X non era pari né era dispari,
e neppure un numero primo:

i nostri ricercatori dell'opinione pubblica
sono soddisfatti
che ha mantenuto delle opinioni adeguate per tutta la vita,

i nostri scienziati di finanza segnalano
che ha pagato i suoi debiti,

i nostri psicologi sociali hanno trovato
che era un popolare
e gradiva bere in compagnia
dei suoi amici che amavano il calcio,

la stampa è convinta che ha comprato
un giornale al giorno
e che le sue reazioni alla pubblicità erano normali
in ogni senso,
era completamente ragionevole
ai vantaggi delle rate per un televisore,
un’automobile, una cucina moderna con forno, frigorifero, congelatore…

la medicina moderna dimostra
che è stato una volta in ospedale per un
raffreddore, si è sposato
e ha aggiunto 1,4 bambini alla popolazione, che secondo
l’ufficio del censimento è un numero giusto
per un genitore della sua generazione,

il patologo dell’anagrafe ha stabilito,
quando l’hanno trovato con la testa nel forno
e i piedi nel congelatore,
che la sua temperatura media era completamente
nella norma.

Andrea Galli


Andrea Galli
L'AUTORE

Andrea Galli è nato nel 1968 a Mendrisio. Ex fisico nucleare si occupa quasi a tempo pieno di arte e in particolar modo di poesia. E' l'ideatore del progetto wiki-poesia e del movimento annesso, il “wikismo”, che sfrutta la tecnica di collaborazione distribuita per generare dell'arte
(http://nuoviautori.wikispaces.com).




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giovedì, 11 gennaio 2007
Un anno in eBook con Poetilandia.com

Avremmo pensato di realizzare gratuitamente uno o più eBook (e successivamente una o più antologie cartacee, delle quali pagherà il solo costo di stampa solo chi vorrà acquistarle presso Lulu.com e potrà acquistarne anche una sola copia) che raccolgano tutte le poesie inserite in Poetilandia.com nel corso dell'anno 2006. Così come avremmo pensato di realizzare gratuitamente un eBook (e successivamente una antologia cartacea con le stesse modalità prima specificate) delle poesie inserite nel sito per ogni mese del 2007, rappresentando in 12 volumi l'intero anno poetico in Poetilandia.com

In linea di massima questa è l'idea-progetto e vorremmo conoscere il parere degli autori iscritti (e non importa se iscritti da un solo giorno) prima di procedere con la realizzazione degli eBook (ci aspetta un lavoretto non indifferente).

Naturalmente, oltre a conoscere il Vostro parere, sarà ben accetto ogni consiglio e/o proposta che possa contribuire alla realizzazione dell'iniziativa. Vi preghiamo pertanto di lasciare un Vostro commento nel box in fondo a questa pagina.

I primi due eBook realizzati:

Un anno in eBook - by Poetilandia.com – Mese di maggio 2006Un anno in eBook - by Poetilandia.com – Mese di giugno 2006




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categoria:iniziative letterarie in ebook
sabato, 06 gennaio 2007
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAGiacobbe e l’angelo

Poco prima dell’alba sospirando
lei lo stringeva così, e lo sconfisse.
E anch’egli la stringeva, e la sconfisse,
e sapevano entrambi: quella stretta
portava la morte.
E rinunciarono a dirsi i loro nomi.

Ma al primo chiarore
egli vide il suo corpo:
ed era ancora bianco
nei punti dove ieri
il costume da bagno la copriva.

Poi a un tratto da su la chiamarono,
due volte.
Come chiamando strappi una bambina
ai giochi nel cortile.
E lui ne seppe il nome e le permise
di andare.

[da Poesie - Traduzione e cura di Ariel Rathaus - Crocetti Editore 1993, 2001]

Yehuda Amichai

Yehuda Amichai
Spentosi a Gerusalemme il 22 settembre 2000, Yehuda Amichai, è considerato uno dei maggiori poeti israeliani della seconda meta' del Novecento e, a detta di molti, il piu' rappresentativo e il piu' profondamente radicato nella realta' israeliana, anche se la sua poesia, come ogni altra grande manifestazione letteraria, sa aprirsi ad accenti universali che valicano certamente i confini di una cultura settoriale o nazionale.

Amichai, morto all'eta' di settantasei anni, era nato a Wuerzburg (Germania) nel 1924.
Emigrato in giovanissima eta', a seguito delle persecuzioni hitleriane, nella Palestina del Mandato britannico, si stabili' con la famiglia a Gerusalemme e ricevette un'educazione ebraica ortodossa, consona con le convinzioni religiose dei genitori.

Durante la seconda guerra mondiale si arruolo' nell'esercito inglese, e nella guerra d'Indipendenza d'Israele (1948-49) combatte' nelle file del Palmach (gruppi d'assalto), nella zona di Ashdod.
Dell'esperienza bellica resteranno poi dolorose e umanissime tracce nella sua poesia, e anzi si puo' dire che la capacita' di Amichai di rielaborare in un linguaggio poetico diretto e anti-retorico il dramma della guerra, da sempre al centro della coscienza collettiva israeliana, gli abbia consentito di imporsi a cerchie sempre piu' vaste di lettori.

Altra indubbia ragione della popolarita' di Amichai e' nei registri quotidiani e a volte colloquiali a cui ricorre, e piu' in generale nella terrena concretezza della sua poesia.
Quando inizio' a pubblicare versi (negli anni Quaranta, ma il primo libro, "Achshav u-veyamim acherim" ["Ora e in altri giorni"] e' del 1955), la poesia israeliana era ancora saldamente ancorata a un linguaggio di stampo prettamente letterario, poco sensibile alla realta' linguistica dell'ebraico contemporaneo del nuovo Stato d'Israele.

Amichai, con altri giovani poeti di allora (fra cui spiccava soprattutto Natan Zach), ha contribuito in maniera decisiva a cio' che e' stata acutamente definita la "democratizzazione" della poesia ebraica, vale a dire l'adozione di una gamma espressiva piu' variegata, in cui lingua e immagini della vita d'ogni giorno svolgono un ruolo di primaria importanza.

Ma questa apertura al contemporaneo non ha comportato, in lui, un taglio netto con le fonti tradizionali della cultura e della lingua ebraica: allusioni bibliche, linguistiche o tematiche sono state in tutto l'arco della sua attivita' materia fondamentale del suo poetare, cosi' come situazioni e immagini della vita ebraica tradizionale hanno sempre proficuamente arricchito la sua ispirazione.
Anche in tale sintesi, spesso ironica, di israelianita' e di ebraicita', di cultura laica e memoria religiosa, e' da ricercare il segreto della sua popolarita'.

Quest'ebreo di famiglia tradizionale, che ha abbandonato in gioventu' la pratica religiosa e si e' fatto interprete dello spirito innovativo dei pionieri laici, e' anche stranamente rimasto fedele al Dio della sua infanzia: fedelta' certamente vissuta conflittualmente, come perenne "lotta con l'angelo", come desiderio di negazione intriso di un senso di struggente nostalgia del divino, ma non per questo meno reale e sincera.

In cio' il poeta ha espresso mirabilmente una dicotomia e una dialettica della coscienza ebraica che lo pongono al centro dell'odierna cultura israeliana, puro e distante dalle meschine diatribe fra religiosi e laici, al di la' delle fazioni, delle beghe ideologiche e partitiche che troppo spesso si sostituiscono al vero dibattito culturale sull'ebraismo in Israele.

Questa leggibilita', questa disponibilita' a parlare a laici e religiosi, in un linguaggio non ermetico che fa presa sui problemi generali piu' scottanti della realta' israeliana (senza mai rinunciare a quello che la poesia ha di piu' prezioso: la testimonianza di un destino individuale, irripetibile), ha contribuito a consolidare negli anni la fama letteraria del poeta, in Israele e all'estero (diverse volte si e' parlato di una sua candidatura al Nobel).

Fra le tappe piu' notevoli di questo processo possiamo ricordare la pubblicazione di due ampie e fortunate raccolte: "Shirim 1948-1962" ["Poesie 1948-1962"] (1963), e "Achshav ba-raash" ["Adesso nel rumore"] (1968). E, nel 1981, l'assegnazione del piu' prestigioso premio letterario israeliano, il "Pras Israel" ["Israel Prize"].

L'ultima raccolta pubblicata, che segna un intensificarsi del problematico dialogo (o diverbio) del poeta con Dio, e' "Patuach, sagur, patuach" ("Aperto, chiuso, aperto") del 1998.
Amichai ha sempre rifiutato lo scomodo e pomposo titolo di "poeta nazionale" che molti hanno cercato di conferirgli, rivendicando viceversa le ragioni piu' intime e personali della sua poesia (che e' in gran parte poesia d'amore, in cui talora echeggiano toni d'acceso erotismo).

Tuttavia in qualche modo questa consacrazione appare confermata dall'interesse del vasto ed eterogeneo pubblico di lettori che il poeta, come si e' gia' accennato, ha saputo conquistarsi, pubblico che nella sua poesia individua una voce capace di dar forma ai sogni, alle speranze e alle disillusioni dell'intera societa' israeliana.

Di quest'interesse e' testimonianza la folla accorsa a rendere l'estremo omaggio alla salma del poeta, esposta nella piazza del Municipio di Gerusalemme: una folla di giovani e anziani, accademici e gente comune, laici e religiosi, molti dei quali leggevano in silenzio, prima di separarsi da Amichai, i versi delle sue poesie che per decenni hanno espresso con ineguagliata pregnanza l'anima d'Israele.
[da www.israele.net]

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