sabato, 30 dicembre 2006
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAQuando apri gli occhi sul fondo dell'acqua
 
I sassi trasparenti per la recente pioggia, brillano
appena sollevandosi al passo dei viandanti.
Si fa sera.
Quanti si addentrano nei vani
delle porte aperte di scatto
quanti sfumano nel chiarore dei vani delle finestre.
 
È già sera. Il muro umano a tratti s'apre in un volto
di passante – poi luci delle finestre lo spostano
poco più in là – ora stretto, ora allargato. Continuo.
Lo sguardo a malapena si stacca dal muro buio. Semplice.
 
Ma io ti dico che solo tu così fiocamente distingui
questa folla che naviga dietro l'onda del neon.
La svela proprio quello che in essa è più segreto
e che nessuna fiamma può distruggere.

Quando socchiudi gli occhi, lo spazio di nuovo si empie
di contenuti quasi indicibili – ecco il buio della folla si apre
accarezzando in sé questa bontà
della quale – tacendo – ti sazi in tutti loro,
e che – se gridi – tu riduci in polvere.
 
No, no – non siete solo voi – e seppure lo foste
la vostra presenza non solo è durevole, ma rivelatrice.
Purché si aprano gli occhi in altro modo,
un modo tutto diverso,
e purché non si scordi la visione che allora appagava lo sguardo.

[da "Chiaro di luna" - Libreria Editrice Vaticana - Corriere della Sera]

Karol Wojtyla

P.S. - Per ascoltare la poesia dalla voce recitante di Monica Vitti cliccare su questo link.


CHIARO DI LUNA - Poesie di Karol Wojtyla - Recitate da Vittorio Gassman, Monica Vitti, Alberto Sordi, Claudia CardinaleCHIARO DI LUNA
Poesie di Karol Wojtyla
Recitate da: Vittorio Gassman, Monica Vitti, Alberto Sordi, Claudia Cardinale.


Si intitolava «Chiaro di luna» il Cd di poesie scritte dal giovane Karol e pubblicate in allegato al Corriere della Sera diverso tempo fa. Componimenti scritti prima dell'elezione a Papa, tra l’adolescenza e il 1978. A dare voce ai versi quattro grandi attori: Vittorio Gasmann, Monica Vitti, Alberto Sordi e Claudia Cardinale (le registrazioni risalgono al ’97 e al ’98).

All’interno del Cd il libretto con un’introduzione di Monsignor Santino Spartà e i testi di tutte le liriche presenti sul disco. Le musiche che accompagnano le letture sono di Olimpio Petrossi, mentre le traduzioni sono di Aleksandra Kurczab e di Margherita Guidacci.

La raccolta rimase in vendita per un mese (a 6,90 euro più il prezzo del giornale). Tra i titoli «Fanciulli», «La speranza che va oltre la fine», «Attore», «Quando apri gli occhi sul fondo dell’acqua», «Ragazza delusa in amore» e «Stanislao», il componimento dedicato alla Chiesa e alla sua terra che chiude la raccolta.

Tutte le 103 poesie scritte dal Papa tra 1939 e il 1978 sono raccolte nel volume di Monsignor Santino Spartà «L’opera poetica completa di Karol Wojtyla» pubblicato nel 1999 dalla Libreria Editrice Vaticana.

- altre poesie in vetrina


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venerdì, 22 dicembre 2006
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAPadre nostro che sei nei Cieli

Padre nostro che sei nei Cieli,
io non sono mai stato ridicolo in tutta la vita.
Ho sempre avuto negli occhi un velo d'ironia.
Padre nostro che sei nei Cieli:
ecco un tuo figlio che, in terra, è padre...
È a terra, non si difende più...
Se tu lo interroghi, egli è pronto a risponderti.
È loquace. Come quelli che hanno appena avuto
una disgrazia e sono abituati alle disgrazie.
Anzi, ha bisogno, lui, di parlare:
tanto che ti parla anche se tu non lo interroghi.
Quanta inutile buona educazione!
Non sono mai stato maleducato una volta nella mia vita.
Avevo il tratto staccato dalle cose, e sapevo tacere.
Per difendermi, dopo l'ironia, avevo il silenzio.

Padre nostro che sei nei Cieli:
sono diventato padre, e il grigio degli alberi
sfioriti, e ormai senza frutti,
il grigio delle eclissi, per mano tua mi ha sempre difeso.

Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto
agli altri il mio potere perduto.
Infatti, Dio, io non ho mai dato l'ombra di uno scandalo.
Ero protetto dal mio possedere e dall'esperienza
del possedere, che mi rendeva, appunto,
ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.
Ora tu mi hai lasciato.
Ah, ah, lo so ben io cosa ho sognato
Quel maledetto pomeriggio! Ho sognato Te.
Ecco perché è cambiata la mia vita.

E allora, poiché Ti ho,
che me ne faccio della paura del ridicolo?
I miei occhi sono divenuti due buffi e nudi
lampioni del mio deserto e della mia miseria.

Padre nostro che sei nei Cieli!
Che me ne faccio della mia buona educazione?
Chiacchiererò con Te come una vecchia, o un povero
operaio che viene dalla campagna, reso quasi nudo
dalla coscienza dei quattro soldi che guadagna
e che dà subito alla moglie - restando, lui, squattrinato,
come un ragazzo, malgrado le sue tempie grigie
e i calzoni larghi e grigi delle persone anziane...
chiacchiererò con la mancanza di pudore
della gente inferiore, che Ti è tanto cara.
Sei contento? Ti confido il mio dolore;
e sto qui a aspettare la tua risposta
come un miserabile e buon gatto aspetta
gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,
come un bambino imbambolato e senza dignità.

La buona reputazione, ah, ah!
Padre nostro che sei nei Cieli,
cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino
- che sembrava tutt'uno col mio corpo e il mio tratto -
di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me?
Che me ne faccio di questa persona
cosi ben difesa contro gli imprevisti?

[da Affabulazione - Garzanti,1977]

Pier Paolo Pasolini

Clicca QUI per ascoltare questa poesia dalla voce recitante di Vittorio Gassman.


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sabato, 16 dicembre 2006
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANAI limoni di utopìa

ho visto grappoli di sogni giallo limone
ho visto la bocca storta e buia del cannone
e sui rami gli spini torti di tutti i torti
le punte aguzze sui mali le bugie e i passi corti
i morti e le foglie che nessuno coglie
ho visto il tunnel buio il dolore e le sue doglie
aspre come limone in succo sulla ferita
magre come lupe cupe lunghe una vita

ho visto il sangue delle idee spremuto
dallo stringersi di un pugno nero e ossuto
il gas della menzogna l’ira la gogna
il manganello teso e duro muto e senza vergogna
la vigogna sui volti e sulle mani che cola
ho visto le corse pazze le urla il sasso che vola
la fiamma e il fumo che sale e poi posa
lo sguardo cieco della forbice ottusa che tosa

ho visto mandrie di limoni e battaglioni
di caschi neri e scudi e maschere da calabroni
stivaloni e fibbie tacchi nel calpestare
ho visto branchi di limoni a sciami da circondare
annientare massacrare fare in grumi
nella fase iniziale di questa guerra contro gli agrumi

di questa guerra sporca a bassa intensità
vigliacca come una iena vecchia d’infamità
senza pelo né figli denti sporchi di pastone
cieca dell’alito greve d’un’ultima uccisione
ma il fiato corto e ormai senza una via
tra le unghie solo la scorza dei limoni di Utopìa.

[da SoloLimoni - Videotestimonianza sui fatti di Genova - Shake Edizioni Underground]

Lello Voce


Lello Voce Lello Voce è nato a Napoli nel 1957. Vive e lavora a Treviso.
Poeta, scrittore e performer, è stato tra i fondatori del Gruppo 93 e del semestrale letterario «Baldus».

Ha pubblicato nel 1985 Singin’ Napoli cantare (Ripostes ed.), nel 1992 (Musa!) (libro + audio cassetta, Mancosu ed.) e nel 1966 I segni i suoni le cose (libro + CD Audio, Manni ed.). Del 1999 è il suo primo romanzo Eroina (Transeuropa ed.). Il suo secondo testo di prosa, Cucarachas, interamente scritto in diretta Internet sul sito www.raisatzoom.it, è uscito nel 2002 per DeriveApprodi.

Il suo penultimo volume di versi, Farfalle da combattimento, comprendente un CD Audio con sue letture e musiche di Paolo Fresu e Frank Nemola e illustrato da sei disegni di Silvio Merlino è stato pubblicato nella collana InVersi diretta da Aldo Nove, presso Bompiani (1999).
 
Nel 2003 gli viene conferito il Premio Delfini di Poesia per L’esercizio della lingua (con disegni originali di Sandro Chia, Mazzoli editore). Sui testi di quest’ultima silloge, accoppiati alle musiche di Frank Nemola ha pubblicato il suo nuovo CD, Fast Blood, [MRF5 edizioni musicali, distribuito da SELF] a cui hanno collaborato anche i musicisti Paolo Fresu, Michael Gross, Luigi Cinque e Luca Sanzò.

Ha per primo introdotto in Italia il Poetry Slam ed è stato il primo EmCee ad organizzare e a condurre un Poetry Slam internazionale con poeti di ben sette lingue diverse (Romapoesia, 2002, Big Torino 2002).
 
Sue poesie, racconti e interventi sono stati pubblicati su quotidiani ("La Repubblica", "Lo Specchio della Stampa", Musica di Repubblica, Carta, Liberazione, il manifesto, L’Unità ecc.), riviste (tra le altre, "Baldus", "Altri Termini", "Anterem", "Ritmica", "Il verri", "Variations", "Cahiers du Refuge", Tribù astratte, ecc.) e raccolte antologiche in Italia e all’estero (tra cui: La poesia italiana della contraddizione, a cura di Cavallo e Lunetta, Newton Compton, 1989; I° Quaderno di "Invarianti", a cura di G. Patrizi, Pellicani, 1989; Shearsmen of Sort: Italian Poetry 1975-1993, num. spec. di "Forum Italicum", New York University, 1993, Italian Poetry 1950 to 1990, Dante University Press, Boston, 1996, Il coro temporaneo Tokyo, Shico-sha, 2001, Parola Plurale (Sossella ed., 2005)). E’ tradotto in francese, inglese, spagnolo, catalano, giapponese, tedesco e brasiliano (da Haroldo De Campos).

Nel 2000, con Nanni Balestrini, Paolo Fabbri, e Sergio Spina è stato autore del programma Tv L’ombelico del Mondo (Rai Educational -Rai 3 - Rai1) in onda da ottobre dello stesso anno.
Nel 2003 ha sceneggiato, con Adriana Polveroni, Luoghi/NonLuoghi (Sky TV / TV Cult)
Ha partecipato a numerosissimi reading e performance in giro per il mondo, tra cui si segnalano qui soltanto quelli tenutisi a Milano (Milano Poesia, 1989,1990,1991, LeonkArt, Centro Sociale Occupato Leonkavallo,1996); Roma (Romapoesia, 1998,1999,2000,2001,2002,2003,2004, Festival dei poeti, Teatro Romano di Ostia Antica, 1999, Teatro Argentina, 1999); Parma (Festival Internazionale Di versi in versi, 1989,1995); Salerno (Poeta 90, 1990), Bologna (Bologna Festival, 1992, Strumenti a voce, 1995; Le voci della poesia, 1993, 1996), Marsiglia (Centre International de Poèsie, Le Groupe 93, 1992); Parigi (Istituto Italiano di Cultura, 1994 e 1995, Polyphonix, 1966, Centre Pompidou - Grande Salle, 2001), Yale University (New Haven, USA, 1995),Napoli (Galassia Gutemberg, 1997, 2004) Ginevra (Festival de la Bâtie, 1992, 1994), São Paulo (XIV Biennale del libro, 1996, Ungaretti poeta di tre continenti, 1997), Venezia (Venezia Poesia, 1996), Palermo (Festival del Novecento, 1997, Palermo Teatro Festival, 2005), Treviso (Finestre sul 900, 1999), Pordenone (Pordenonelegge, 2003)Tokyo (Festival di poesia italiana, 2001), Bucarest-Costanza (Ars Amandi, 2001) Berlino (Weltklang nacht der poesie, 2002, Berlin Poetry Festival, 2002), Barcellona (Polyphonix, 1997,1999), Festival Propost, 2003, Palma di Maiorca, (Festival de la mediteranìa, 2004).
 
Suoi testi sono stati trasmessi in spazi radiofonici e televisivi della RAI (Rai3 e Rai1 - L’ombelico del mondo,Rai3 -Quelli che il calcio.., Rai RadioUno StereoBox, Radio 3 Suite, Lampi di Primavera, ecc.), Radio 24, Radio Popolare Network, Radio Sherwood, Global Radio, di Sky TV, di Canale 5, della televisione nazionale tedesca, della radio nazionale spagnola e della Radio Television Suisse Romande (Espace 2: Les dossiers d’espace2 - La poèsie sonore).

Uno speciale gli è stato dedicato dall’emittente satellitare tedesca Dwelle nel 2002.
Nel 1989 è stato uno dei vincitori della "I Biennale di Poesia Laura Nobile" (Università di Siena) e suoi testi sono quindi compresi nella collettanea Di poesia nuova ’89, (Manni, 1990).
E’ stato redattore di "Symbola" e di "Altri Termini" e condirettore di "Baldus".
Della sua produzione si sono interessati con interventi su quotidiani (Corsera, Stampa, Sole 24 ore, Repubblica, Unità, Manifesto, ecc...), su settimanali (Panorama, L’Espresso, Epoca, Vogue uomo, Marie Claire, Donna Moderna, Musica di Repubblica, Repubblica Donna, Venerdì di Repubblica, ecc.), su stampa specializzata italiana e straniera e su testi scolastici per le scuole superiori (I testi e la storia, di Segre - Martignoni, Mondadori, Le idee di letteratura, di Cataldi, La Nuova Italia, La scrittura e l’interpretazione, di Luperini e Cataldi, Palumbo ed. ) e per l’università (La poesia italiana del Novecento, Niva Lorenzini, Il Mulino, 1999), svariati critici, tra cui si segnalano F. Fortini, E. Sanguineti, Haroldo de Campos, Vincent Barras, Renato Barilli, Alfredo Giuliani, Franco Brevini, Stefania Scateni, Jovanotti, Paolo Fabbri, Remo Ceserani, Francesco Leonetti, Nanni Balestrini, Niva Lorenzini, Filiberto Menna, Clelia Martignoni, Jean Charles Vegliante, John Picchione, Wladimir Krysinski, Romano Luperini, Augusto De Campos, Aldo Tagliaferri, Angelo Guglielmi, Antonio Caronia, Achille Bonito Oliva, Umberto Eco, Enzo Golino.
 
Come critico letterario si è interessato di Gadda, Leopardi, E.Villa, Zanzotto, del problema del Postmoderno in letteratura, del rapporto tra poesia e vocalità, collaborando con varie riviste tra cui si ricordano "Baldus", "Allegoria", "Testuale", "La Taverna di Auerbach", "DeriveApprodi".
Un suo saggio intitolato Avant-Garde and Tradition è compreso nella collet-tanea internazionale Experimental-Visual-Concrete. Avant-Garde Poetry since the 1960s Rodopi ed., Amsterdam-Atlanta, & Yale University Press, New Haven, 1996. Nel 2005 ha curato ed introdotto la prima antologia italiana dell’opera di Haroldo de Campos, L’educazione dei cinque sensi, accompagnata dalle note di Augusto de Campos ed Umberto Eco.
Per la rivista d’arte "Juliet" ha curato l’introduzione al fascicolo monografico Il manuale del giovane Merlino.
 
Ha organizzato svariate rassegne e meeting di cultura e di poesia. E’ stato il coordinatore artistico del Festival Internazionale "Venezia Poesia", diretto da Nanni Balestrini nel 1996. Sempre nel 1996 ha collaborato con l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo del Brasile all’organizzazione dello spazio Italia alla XIV Biennale del Libro, la più importante manifestazione libraria del Sud America.
Per conto dell’UNESCO è stato Project leader e Direttore artistico del Festival Internazionale di Rap e cultura Hip Hop "VERONA RAP" (1998).
 
Lello Voce online
Ha curato come Direttore artistico l’edizione 2001, 2002, 2003 e 2004 del Festival Internazionale di Roma «romapoesia» e il Primo Festival di Poesia Italiana in Giappone (Tokyo, 2001 - sempre in collaborazione con Nanni Balestrini e Luigi Cinque). Dal 2005 è il Direttore artistico del Festival Intaernazionale di poesia di Monfalcone (GO) - Absolute Poetry
 
Collabora con le pagine culturali de "L’Unità", è editorialista del Giornale di Sardegna del mensile "Kult". Ha tenuto per più di 2 anni una rubrica settimanale (TAZ) sulla pagina cultura de "L’Unità", seguita poi da Net&Blog, dedicata alla Rete e ai suoi rapporti con la letteratura e con l’arte, ed attualmente ha un suo spazio fisso Controversi dove ogni settimana pubblica versi dedicati all’attualità politica e culturale.
 
Con Giacomo Verde ha curato il libro +VHS Solo Limoni dedicato ai fatti di Genova e insieme al team di Radio Sherwood ha realizzato Il buio su Piazza Alimonda, controinchiesta sull’assassinio di Carlo Giuliani. Sempre con Giacomo Verde è autore dell’opera di net art QWERTYU per il sito della rivista internazionale di architettura "Domus".

Collabora da tempo con l’Atelier del Mare (Tusa) di Antonio Presti alla realizzazione del ’Progetto Librino -Terzocchio’ come consulente letterario e curatore artistico.
Ha fatto parte della Cooperativa Theleme, con la quale ha realizzato molteplici mostre d’arte e progetti di comunicazione industriale e sul territorio, tra cui tre schede telefoniche della Telecom Italia dedicate alla poesia, una serie di "tazzine d’arte" di noti poeti che "Theleme" ha progettato per conto della Illy Caffé e una cartolina pubblicitaria di supporto al Progetto "Città e Prostituzione" sviluppato dal Comune di Mestre / Venezia.




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sabato, 09 dicembre 2006

LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANA Ancora una farfalla - di Alexandra Petrova

Succhia il fiore fino in fondo,
nascendo come un frutto nuovo.
Nel respiro di un sogno corrugato
ora s’ingrossa, ora cala.

Tremola sulle sue ali,
nastri frementi di velluto,
non solo armonia di riflessi,
ma ombra di sgorbio dimenticato,

due volte mutata di aspetto
nell’oblio si è fatta più bella,
irrompendo nell’evidenza solare
da un soffocante corpo altrui.

Traduzione di Pietro Alessandrini

[da Altri fuochi - Neòteroi 6 - Crocetti Editore 2005]

Alexandra Petrova

Alexandra PetrovaNata a Leningrado, Alexandra Petrova, ha vissuto a lungo in Israele e dal 1999 risiede in Italia. Oltre a numerose collaborazioni con varie e qualificate riviste italiane e straniere, ha pubblicato nel 1994 la raccolta poetica 'Linia otriva' (Punto di distacco) e nel 2000 il libro di prose e poesie 'Vib na djitelstvo' (Permesso di vivere o Permesso di soggiorno, o anche Vedute sull'esistenza), "short list" del "Premio Andrej Belyj" delle edizioni NLO.

È del 2003 l'operetta filosofica in dieci scene 'I pastori di Dolly'. Oltre che in italiano (una trentina di poesie sono uscite sulla rivista Poesia nel numero di dicembre 2002 che le ha anche dedicato la copertina; nel 2003 numerose sue poesie sono state tradotte nell'antologia 'La nuova poesia russa'), i suoi testi sono stati tradotti in ebraico, inglese, slovacco, portoghese e cinese.

'Altri fuochi', la sua ultima raccolta di poesie, è stata pubblicata da Crocetti nel 2005.

Le bianche pupille di Gerusalemme.
Corrono le lucertole dell’arsura.
Brucerà tutto ciò che non poteva ardere:
le lettere, l’albero, la memoria. Ruth

disse:“Verrò con te,
dove tu morirai, io morirò.
Io stessa lascerò me dietro il muro
della casa abbandonata, di mattino”.

Un delirio di rinuncia e di sete,
le fauci arroventate del cielo.
Così anch’io rinverrò, un giorno,
sotto una straniera litania.


Traduzione di Pietro Alessandrini

[da Altri fuochi - Neòteroi 6 - Crocetti Editore 2005]

  • da Fahrenheit alcune poesie lette dall'autrice:

  Alexandra Petrova, Senza titolo da: 'Altri fuochi' Crocetti

  Ascolta

  Alexandra Petrova, No, prestigiatore, da : Altri fuochi, Crocetti

  Ascolta

  Alexandra Petrova, Il cuore animale ha freddo, da: 'Altri fuochi', ed Crocetti

  Ascolta

  Alexandra Petrova, Senza titolo, tratta dalla raccolta 'Altri fuochi', Crocetti

  Ascolta

  Alexandra Petrova, Il fiume da: Altri fuochi

  Ascolta

  Alexandra Petrova, Il mattino e` trasparente, da: Altri fuochi, Crocetti

  Ascolta

  Alexandra Petrova, Nella Roma sotterranea, da Altri Fuochi, Crocetti

  Ascolta

  Alexandra Petrova legge una poesia

  Ascolta

  Alexandra Petrova, Tu non amavi l'amore , da: Altri fuochi, Crocetti

  Ascolta

  Alexandra Petrova, da: Altri fuochi

  Ascolta


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giovedì, 07 dicembre 2006

Buone Feste da Poetilandia



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sabato, 02 dicembre 2006
Premio Poesia d'Amore 2006 - Arden Borghi Santucci

PREMIO POESIA D'AMORE 2006
ARDEN BORGHI SANTUCCI
III Edizione


La poesia tra linguaggio e mondo

August Wilhelm Schlegel era convinto che la vera poesia sia raramente compresa perché i modi peculiari con cui l'immaginazione opera appaiono «innaturali» a coloro che «non ne posseggono neppure una scintilla». Se un oggetto ci viene presentato in veste poetica, ogni sua parte deve «tingersi dei colori» di questa veste. Nel dramma, ad esempio, il poetico assume una forma «storica», gli eventi sono presentati come se fossero realmente accaduti, anche se «la loro irrealtà non viene affatto dissimulata» e si sa a priori che si tratta di una finzione. Tuttavia la rappresentazione poetica di questi eventi esprime «la sostanza della cosa» in modo più chiaro e trasparente, di quanto non faccia il «più minuzioso controllo». Schlegel vuole dimostrare che nel mondo della poesia vigono leggi, proporzioni, rapporti e misure che non hanno alcun riscontro nel mondo reale. Un esempio particolarmente evidente del legame poetico-immaginativo con il mondo è il linguaggio dell'amore. Esso non può prescindere dalle immagini e tuttavia si leva «al di sopra di tutto il resto del mondo», come se avesse perduto «la misura del reale» e mirasse ai confini ultimi delle cose, «là fin dove lo portano le ali della fantasia, senza che si avveda di essersi smarrito». La natura dell'amore, perché caratterizzata da "aperte contraddizioni", trascende l'intelletto e non può essere da questo compresa. Anche se «viene felicemente contraccambiato»,«perfetta armonia». Per natura tende perciò a «esprimersi in modo antitetico».

Con l'intento di:

a) - invitare i giovani a non disperdere il patrimonio linguistico della propria terra;
b) - stimolare un senso autonomo di critica nei riguardi dei fatti e delle espressioni culturali;
c) - incoraggiare l'estrinsecazione di nuove forze valide in tutti i campi della cultura;
d) - aprire una polemica nei confronti dei fatti e delle espressioni culturali distorte ed alterate da opportunismo e costrizioni culturali;
e) - trovare e valorizzare, nel giusto merito, poeti per valorizzarli nel giusto merito
non può mai risolversi in

L'A.I.A. «POESIA DELLA VITA»

bandisce la terza edizione
del Premio «una poesia d'amore»
dedicato a Arden Borghi Santucci



La partecipazione è aperta a tutti purché le opere (anche quelle scritte in qualsiasi dialetto, siano accompagnate dalla versione in italiano) di poesia, di qualsiasi corrente esse siano (massimo 5), con allegata la «Delibera che autorizzi la pubblicazione in un'antologia, delle poesie più meritevoli, scelte dai lettori, senza nulla pretendere», perché vorremmo che il concorso rimanga almeno sulla carta e nei nostri cuore come ricordo di questo Poeta donna, nata a Carpi (Modena) il 1 agosto 1923 e morta prematuramente.

La gara si svolge in quattro fasi: selezione, quarti di finale, semifinale e finale.

SELEZIONE
Partecipano tutte le poesie pervenute, a renobromuro@aliceposta.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo entro il 15 dicembre 2006; una Giuria Tecnica sceglierà 50 liriche che saranno inviate via e-mail a tutti i concorrenti, i quali sono pregati di votare, nella stessa giornata, una sola poesia tra le quelle ricevute e voterà per una sola poesia, ma non la propria, pena l'esclusione dal concorso.

QUARTI DI FINALE

Vi partecipano le 30 poesie più votate che, a loro volta, saranno ripubblicate 5 al giorno per sei giorni, e gli iscritti pregati a ridare il loro suffragio.

SEMIFINALE

Vi partecipano di diritto le 15 poesie più votate e ri-pubblicate 5 al giorno, i lettori sono pregati di votare ancora una volta e per una sola poesia.

FINALE

Vi partecipano le 10 liriche più votate, i lettori sono pregati di assegnare il loro suffragio alla poesia che più piace e la più votata vincerà la Terza Edizione del «Premio "poesia d'amore 2007" dedicato ad Arden Borghi Santucci».

Se nel caso un autore entrerà in finale ai primi posti con tutte le poesie, sarà considerata vincitrice solo la più votata, e il secondo e terzo premio sarà appoggio delle poesie che la seguono in graduatoria. La premiazione avverrà sabato 10 febbraio 2007 in un teatro di Roma.

PREMI

1° TARGA PERSONALIZZATA (con inciso il verso più bello della lirica, oltre al nome)
2° TARGHETTA PERSONALIZZATA
3° TARGA RICORDO PERSONALIZZATA

Purtroppo per le spese che l'Associazione affronterà è richiesta una tassa di 10 euro da versare sul c/c/p. n° 17274028 intestato a «ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ARTISTI POESIA DELLA VITA - via Castel di Ieri, 21/R - 00155 Roma».

Ricevuta del versamento sul C.C.P. , delibera, un breve curriculum (max 10 righe), e gli indirizzi postale ed elettronico con il numero di telefono e telefonino dovranno essere inviati all'indirizzo sopra citato in neretto.

MODELLO DELIBERA

Io sottoscritto/a autorizzo l'A.I.A. "Poesia della Vita" ad utilizzare i miei lavori come meglio crede per la loro valorizzazione e autorizzo l'eventuale pubblicazione in una eventuale antologia, senza nulla pretendere, e di usare i miei dati in base alle leggi vigenti.

Per chi volesse diventare socio dell'A.I.A. "Poesia della Vita" la quota sociale è di € 7,5 mensili, se versate in unica soluzione di € 90,00. A richiesta sarà inviato via e-mail lo statuto e il curriculum dell'Associazione, che volendo si può trovare anche a questo indirizzo:
http://www.poesiavita.com/home/chi_siamo.htm#ifatti#

In attesa di leggere i vostri lavori, la cui giuria e giudici siete voi lettori-concorrenti, coadiuvati da una giuria tecnica composta da Critici riconosciuti tali, il cui giudizio è insindacabile.

Vi abbraccio con tutto l'amore cui sono capace.

Reno Bromuro


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sabato, 02 dicembre 2006
LA POESIA IN VETRINA DELLA SETTIMANALasciami sanguinare - di Attilio Bertolucci
    
Lasciami sanguinare sulla strada
sulla polvere sull'antipolvere sull'erba,
il cuore palpitando nel suo ritmo feriale
maschere verdi sulle case i rami
 
di castagno, i freschi rami, due uccelli
il maschio e la femmina volati via,
la pupilla duole se tenta
di seguirne la fuga l'amore
 
per le solitudini aria acqua del Bràtica,
non soccorrermi quando nel muovere
il braccio riapro la ferita il liquido
liquoroso m'inorridisce la vista,

attendi paziente oltre la curva via
l'alzarsi del vento nel mezzogiorno, fingi
soltanto allora d'avermi udito chiamare,
entra nella mia visuale da un giorno
 
quieto di settembre, la tavola apparecchiata
i figli stanchi d'attendere, i figli
giovani col colore della gioventù
esaltato da una luce che quei rami inverdiscono.

[da "Fuochi in novembre"]

Attilio Bertolucci

Attilio Bertolucci L'AUTORE

[da www.italica.rai.it]

Nato nella campagna vicino a Parma nel 1911, quinto figlio d’una famiglia della media borghesia agraria, Attilio Bertolucci trascorre la propria infanzia nel "felice regno" di un podere.
Iscrittosi dapprima alla facoltà di Legge, dipoi passa a Lettere e diviene amico di Cesare Zavattini, che lo esorta a collaborare a "La Gazzetta di Parma"; nel ‘51 si trasferisce a Roma, in un appartamento messogli a disposizione da Roberto Longhi, geniale critico d’arte oltre che maestro suo indiscusso.

Oltre alla sua occupazione principale, Bertolucci si dedica all’insegnamento, al cinema, al giornalismo: in quest’ultimo settore, egli scrive a lungo per "Il giorno" e dirige "Nuovi argomenti" dopo la morte di Pier Paolo Pasolini. Vanno annoverate, fra le sue attività, quelle di traduttore e sceneggiatore.

Si è spento nella Sua casa romana il 14 giugno 2000 all'età di 89 anni e con Lui esce di scena l'ultimo rappresentante d'una generazione che ha dato - con Giorgio Caproni, con Vittorio Sereni, entrambi pressoché coetanei del Nostro - moltissimo alla poesia italiana.

Sin dal suo precocissimo libro d'esordio, "Sirio", apparso all'inizio del ‘29 quand'egli non è ancora diciottenne, s'intravvedono nell'arte bertolucciana segni particolari che la contraddistinguono nel confronto con le tendenze dominanti coeve: lacerti di crepuscolarismo, una evidente filiazione pascoliana, la predilezione per un linguaggio lineare, piano, intriso di colloquialità.

Dopo un'ulteriore plaquette, "Fuochi in novembre" (1934), molto si deve attendere per la suo prima opera vera e propria, "La capanna indiana": pubblicata nel 1951 presso Sansoni e ristampata quattro anni dopo da Garzanti in una edizione accresciuta, essa include una selezione dei libretti giovanili e s'impone all'attenzione generale.

Un ventennio dopo, con il celebratissimo "Viaggio d'inverno" (Garzanti, 1971), Bertolucci muta di registro all'ispirazione sua, che gli suggerisce ora versi morsi dall'affanno, mossi dall'inquietudine, scanditi dall'incalzare della nevrosi: i risultati sono di straordinaria, indiscutibile novità e il volume si colloca tra i testi più originali apparsi nella seconda metà del ‘900.

Detto di quel bellissimo romanzo in forma di poesia ch'è "La camera da letto" (1984-1988), delle successive raccolte "Verso le sorgenti del Cinghio" (1993) e "La lucertola di Casarola" (1997), merita un cenno il collage di articoli appena apparso per Mondadori "Ho rubato due versi a Baudelaire". Esso risulta composto da scritti su cinema, teatro, letteratura ed arte apparsi tra il ‘48 ed il ‘96, testimonia della poliedricità d'interessi di uno dei protagonisti della cultura nostrana del ventesimo secolo, è scorrevole e di fruizione piacevolissima: lo consigliamo, vivamente, a chiunque cerchi nella lettura il piacere - ormai desueto - dell'intelligenza.

 Ho rubato due versi a Baudelaire - Attilio Bertolucci - Mondadori Ho rubato due versi a Baudelaire
Attilio Bertolucci raccoglie in un volume un'ampia scelta delle prose non comprese in "Aritmie", intitolandola, quasi confessando un plagio da un autore molto amato, "Ho rubato due versi a Baudelaire". Gli scritti di Bertolucci appartengono a un vasto arco temporale che va dal 1948 al 1996 e abbracciano arte, cinema, tetro e letteratura. Chiude il volume "Viaggio fra gli antiquari" compiuto negli anni Sessanta in alcune località italiane. La curatela del volume è affidato a Gabriella Palli Baroni, profonda conoscitrice dell'opera di Bertolucci.
 Alla ricerca di Marcel Proust - Attilio Bertolucci - RAI-ERI Alla ricerca di Marcel Proust
Per molti anni, a partire dal 1952, Bertolucci ha collaborato intensamente ai programmi culturali della RAI. In particolare nel 1966 ha diretto "L'Approdo TV" realizzando, fra le prime iniziative, il documentario "Alla ricerca di Marcel Proust", il cui testo si propone in questo libro. Alle eccezionali testimonianze degli amici di Marcel: François Mauriac, Daniel Halévy, Paul Morand, Jean Cocteau, e alle 'confidenze' della fedele governante Céleste Albaret, si alternano, con preziosi intarsi, brani del capolavoro di Proust. Intarsi che illuminano persone, oggetti, luoghi - soprattutto luoghi proustiani -riprodotti in immagine sullo schermo tv, ma pure descritti, 'visti' in una dimensione mentale, con le parole. In tal modo le ampie didascalie, i raccordi, assumono, nella prosa evocativa di Bertolucci, una loro specifica autonomia e una piena intelligibilità.
 La camera da letto - Attilio Bertolucci - Garzanti La camera da letto
Il 'libro primo' de "La camera da letto" si apre con una fantasticheria, fondata su un dato trasmesso oralmente nella mia famiglia paterna per generazioni, riguardante la migrazione dei Bertolucci nelle maremme, o bassure, toscane, dall'alto Appenino parmense (...) Nelle pagine del 'libro secondo', gli accadimenti dell'amore corrisposto si seguono nella "pazienza dei giorni" entro un moto appena ondoso, tranquillo, in cui morte e nascita intaccano, non spezzano, il quotidiano, unica fonte, e musa, dell'autore-attore. I due stanno, uno di fronte all'altro, con la naturalezza e l'inquietudine che ha il pittore mentre dipinge il suo autoritratto. Dietro, in un fondo appena percettibile, la Storia compie i suoi riti (...).





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categoria:poesie in vetrina 2006
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