
In veglia continua
E’ qui che siamo così umani: nelle parole,
nelle diverse sinfonie delle ore bugiarde, nelle corolle
dei versi, così opachi da rendere schiava l’aria
di un chiarore
- sotto la luna,
sotto i fiori di pesco e l’erba piana, sotto l’edera
che muore e s’ispira alla preghiera, sempre più in alto
col fiato sul mento nell’inchino alle finestre, a curvare
e inarcare la schiena, da donna immortale, da sobria
malinconia che sa d’essere solitudine
e sa d’essere vera. Traggo dai pensieri di carta
da sopramobili chiusi nel comò, così anziano
da vedermi invecchiare negli occhi, così stanco da udire
- dov’ero prima, so d’essere ora -
dall’onda, dal piede coricato al tuo, da sinistra a destra, come bambini
dietro un aquilone, dentro un labirinto, il volo e nulla scambia
e nulla cambia se non nelle fotografie, rigide figure
che sanno di appartenermi qui, negli sguardi dei suoni,
nelle movenze del fiato
- non altrove, ma qui, nelle piaghe,
nelle armonie tanto amate d’un pianforte in rovina,
nei portici di paese e, sotto, i baci dei ragazzini straniti,
delle vecchie sottane di anziani, nelle parole,
nei richiami ubriachi - lì so d’essere ancora e se fosse;
sì, se fosse sotto la luna o il sole
dormiresti pure così, in veglia continua
per perderci, da figli orfani, col dire amore.
Anila Resuli - 04.08.2006



















Ultimata la procedura di inserimento è possibile votare i saggi curati da Reno Bromuro atti ad illustrare le tematiche degli autori partecipanti alla II Edizione del Premio Renato Milleri (Remil) "Poeta dell'anno" 2006.
A dire il vero 