sabato, 27 maggio 2006
21

Sulle pareti bianche il sangue è in bella mostra.
Zanzare grosse e grasse muovono le zampe
al vento della finestra
da dove arriva il sole,
il sole che fiuta ogni cosa morta
e la cerca bussando fin dove non vede
per divorarne le carni, le carni!
Domani divorerà anche queste.

[da "Il perché che non trovammo"]

Lerro Menotti

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domenica, 21 maggio 2006
Polvere

Era settembre e pioveva mi ricordo
sull'altalena dondolavi lieta
d'elfi una dieta ed un rumore sordo
che dei tuoi occhi ruppe l'acqua cheta.

E non pensare che tutto è già finito
ché il vento ti dondola con gran fragore
e non gridare, ché un angelo è inciampato
e il tempo scivola senza titubare.

pietre d'amianto, nubi di gomma
porterai sulla tua tomba
quando sarai morta

pianti di vetro, baci di carta
ti cullerà l'eterno
nello sbatter di una porta.

Dario Cortese
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sabato, 13 maggio 2006
Quando ti innamorerai

Quando ti innamorerai
Spero sarà per amore
Per un sussulto del cuore
Un rapimento fugace

Quando ti innamorerai
Vorrei poterti consolare
Ma non ci sarò e tu sarai sola
Come si nasce si vive si muore

Quando ti innamorerai
Tienitelo bene lì dentro
Questo allucinato sentire
Cullalo nelle tue piccole mani

Sorridigli come ad un bimbo
Come io ho fatto con te
Incurante del mondo
e delle sue regole giuste

E quando piangerai
Spero che sarà per amore
Una carezza più dolce
all'alba del tuo fiorire

Forse sarà un uomo
O una donna, o un bambino,
che ti rapirà e ti sentirai libera
come un gabbiano all'imbrunire


ma chiunque sarà,
spero che abbia negli occhi
quella voglia di piangere, amare e stupire
che ha tuo padre ogni volta
quando sente quel brivido
scorrergli addosso ed andare

come un fiume
                         alla foce
                                       nel mare

Daniele Locchi
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categoria:poesie in vetrina 2006
sabato, 06 maggio 2006
Clicca per visitare la pagina dell'autore su Poetilandia.it I ricordi


"Te la ricordi, di', la Gina,
la rossona, quella
sempre in caldo, col neo
sul petto bianco, che quando
veniva ogni mattina
a portar l'acqua (eh! il Corallo
allora non aveva ancora
tubazione) lasciava
tutto quello stordito
odore?... E Ottorina,
te la ricordi Ottorina,
la figlia del fiaschettiere
di fronte, che tutte le sere
(pensa! par che abbia preso marito,
lo "scandalo del quartiere")
su e giù in ciabatte, e senza
calze, così magrolina
(sembrava che avesse sempre
la febbre, tanto le bruciava
la bocca) si sbaciucchiava
- su e giù, lì sul marciapiede!-
col suo bel brigadiere?...
E Italia, di', quella polpettona
d'Italia, te la ricordi
Italia..."

Ma io i ricordi
non li amo. E so che il vino
aizza la memoria, e che
- lasciato in tavola il mazzo
ancora non alzato - quei tre
avrebbero fino all'alba
(all'alba che di via Palestro
fa un erebo) senza un perché
continuato a evocare
anime... Così come il mare
fa sempre, col suo divagare
perpetuo, e sul litorale
arena le meduse
vuote - le sue disfatte
alghe bianche e deluse.

Scostai la sedia. M'alzai.
Schiacciai nel portacenere
la sigaretta, e solo
(nemmeno salutai)
uscii all'aperto. Il freddo
pungeva. Mille giri
di silenzio, faceva
la ruota del guardiano
notturno - la sua bicicletta.

Svoltai l'angolo. In fretta
scantonai nel cortile.

Ahi l'uomo - fischiettai -
l'uomo che di notte, solo,
nel gelido dicembre
spinge il cancello e - solo -
rientra nei suoi sospiri...

[da "Congedo del viaggiatore cerimonioso"]

Giorgio Caproni
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